Val d'Illasi Squadre anti incendio alla provaVal d'Illasi | Val d'Illasi

Squadre anti incendio alla prova

L’arrivo delle squadre di Protezione civile alle pendici del Monte Gardon a Cellore d’Illasi
L’arrivo delle squadre di Protezione civile alle pendici del Monte Gardon a Cellore d’Illasi
Vittorio Zambaldo 06.07.2018

Sono state impegnate per tutta la mattina di domenica scorsa, alle pendici del Monte Gardon a Cellore d’Illasi, in una esercitazione antincendio, le squadre di Protezione civile e antincendio boschivo della Lessinia e dell’Est veronese. Vi hanno partecipato le squadre di Protezione civile dell’Ana (Associazione nazionale alpini) delle valli d’Illasi, d’Alpone e Valpolicella-Lessinia, oltre ai gruppi antincendio di Badia Calavena, Bosco Chiesanuova, San Giovanni Ilarione e Tregnago: in tutto una settantina di volontari con 15 mezzi, coordinati dal caposquadra Stefano Zerbato, nominato Dos, direttore operazioni spegnimento, per questa esercitazione e da Paolo Guzzo, coordinatore dei Gruppi antincendio boschivi del Veronese orientale. La simulazione si è svolta in località Canella dove c’è un serbatoio in disuso dell’ex acquedotto comunale, che è servito come punto di partenza per il rifornimento di due vasche approntate dai volontari lungo le pendici del monte, su un dislivello di 65 metri lungo un percorso fra vigneti e olivi di 450 metri. I volontari hanno allestito tutto l’occorrente e messo in funzione l’attrezzatura per rifornirsi alle diverse vasche e poi avvicinarsi con i mezzi il più possibile alle zone dell’incendio simulato, un oliveto e un vigneto in quota, ma lì vicino c’è anche il cosiddetto Bosco dell’Impero, rimboschimento artificiale realizzato durante il fascismo e già in parte bruciato qualche decennio fa. Dopo l’allarme sono partiti i moduli più piccoli per un intervento tempestivo, ma visto il protrarsi dell’emergenza si è deciso di stendere una linea per approvvigionare d'acqua i mezzi e rendere più efficace l’azione di spegnimento intrapresa dai volontari. «È la prima esercitazione che facciamo senza la presenza di Massimo Bacchini che per anni è stato l’anima di questo settore, morto prematuramente un anno fa. Se oggi abbiamo mezzi, competenze, capacità e spirito di rinnovamento con l’inserimento di forze volontarie giovani, lo dobbiamo a lui», precisa Guzzo, «che è stato dirigente dei Servizi forestali regionali e responsabile del settore antincendi boschivi». «Il lavoro di oggi», prosegue Stefano Zerbato, «ci è servito per capire e coordinare tutte le squadre impegnate nell’operazione. Devo dire che le manovre nel complesso sono andate bene e non si sono creati grossi problemi. Abbiamo deciso di organizzare l’esercitazione anche se di solito era promossa dal Servizio forestale regionale, ma è questo un periodo di ristrutturazione e incertezza e abbiamo preferito non lasciar passare troppo tempo dall'ultima esercitazione, per testare l’efficacia e la tempestività della risposta». «Sono stato tanti anni allievo di Bacchini», commenta Zerbato, «e oggi ho messo in pratica quello che ho imparato da lui. Abbiamo messo alla prova le nostre attrezzature e i nostri volontari per essere pronti in caso di bisogno. «L’esercitazione è andata bene», conclude tracciando un bilancio, «i volontari si sono anche divertiti, anche se non ci ha fatto sudare il fuoco che per fortuna non c’era, ma il sole della mattinata. C’è ovviamente qualcosa da migliorare, ma la giornata è stata studiata proprio per questo motivo: capire i punti deboli, gli errori e migliorarsi sempre». •