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Lega, il monito
«Chi va a Roma
non faccia il romano»

 
Vittorio Zambaldo14.01.2018

Non c’erano i vip regionali e nazionali del partito, ma i militanti del Carroccio non sono mancati al tradizionale appuntamento di inizio anno al ristorante Michelin di Tregnago, dove in circa 500 hanno accompagnato con applausi, sorrisi, pacche sulle spalle e abbracci i temi cari all’orizzonte leghista e proposti fra le pause delle portate.

All’evento organizzato con la consueta meticolosità da Bruno Cappon sono stati presentati dal giovane segretario della sezione Lessinia Matteo Mattuzzi il segretario provinciale Paolo Paternoster, gli onorevoli Lorenzo Fontana e Paolo Tosato, il segretario nazionale e presidente della Liga Veneta Toni Da Re e l’onorevole Massimo Bitonci.

Erano presenti anche gli assessori regionali Luca Coletto ed Elisa De Berti, i consiglieri Alessandro Montagnoli e Stefano Valdegamberi, con diversi sindaci e amministratori del movimento.

 

Nei discorsi ha tenuto banco ovviamente il tema delle prossime elezioni politiche del 4 marzo: tutti gli intervenuti hanno voluto ribadire l’impegno dei militanti per quell’appuntamento, per far diventare la Lega il primo partito e il segretario federale Matteo Salvini il primo presidente del Consiglio leghista.

«Ma chi va a Roma si ricordi di essere stato scelto dai veneti e a Roma dovrà fare il veneto, non il romano», ha ammonito Da Re e Fontana ha rincarato: «Se non combattiamo con il voto, i nostri figli e nipoti dovranno combattere con le armi per liberare il nostro paese».

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