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Alternativa alla provinciale I Comuni tornano alla carica

I sindaci di cinque dei sei Comuni della Val d’Illasi alla riunione a cui hanno partecipato, per Tregnago, anche Centomo e Dal Cappello
I sindaci di cinque dei sei Comuni della Val d’Illasi alla riunione a cui hanno partecipato, per Tregnago, anche Centomo e Dal Cappello (BATCH)
Vittorio Zambaldo13.01.2018

Se è andato a vuoto il progetto per la fusione tra Belfiore e Caldiero, non va male l’intesa operativa dei Comuni della Val d’Illasi che per iniziativa dell’amministrazione tregnaghese hanno aperto un tavolo permanente di confronto sui problemi e i progetti di valle. Il sindaco di Tregnago Simone Santellani, padrone di casa, il suo vice Andrea Centomo e l’assessore Alessandro Dal Cappello hanno ricevuto in municipio i sindaci Emanuele Anselmi (Badia Calavena), Marcello Lovato (Caldiero), e Paolo Tertulli (Illasi), con l’assessore Andrea Nogara (Colognola ai Colli). Assente giustificato, per motivi di lavoro il sindaco di Selva di Progno Aldo Gugole. Sul tavolo cinque argomenti che tutti si sono detti decisi ad affrontare in spirito di collaborazione: l’annoso problema della strada a scorrimento veloce alternativa alla strada provinciale 10; la sistemazione idraulica del Progno di Illasi; la garanzia dei posti letto per l’ospedale di comunità di Tregnago; il proseguimento del progetto di ciclabile da Giazza all’Adige; il trasporto pubblico. Di quest’ultimo argomento gli amministratori hanno fatto solo qualche accenno da sviluppare in futuri incontri, mentre molto si sono soffermati sul problema della nuova strada a scorrimento veloce la cui prima pietra fu posata il 1° maggio 2004 e da allora gode unicamente di un chilometro di asfalto che si ferma a ridosso di un vigneto. La volontà degli amministratori di valle è di portare in Provincia e in Regione la consapevolezza che una situazione del genere non è che sia pacificamente accettata solo per il fatto che da anni non se ne parli: «L’interesse perché l’opera venga completata c’è, eccome!», hanno ripetuto all’unanimità, «si tratta di ribadirlo e di chiedere che il progetto sia ripreso in mano». Sulla situazione del torrente Illasi l’evidenza della sua criticità è sotto gli occhi di tutti: nell’alveo sta crescendo un bosco; il livello della ghiaia ha superato da anni il limite di guardia, tanto da rendere il torrente pensile sul piano di campagna; se l’ampiezza dell’alveo compensa i rischi in media e alta valle, dal territorio di Illasi in giù e in particolare dal guado della Biondella nel Comune di Colognola, dove inizia un’area industriale tra le più vivaci della provincia, la situazione potrebbe essere drammatica in caso di esondazione, come ha sottolineato l’assessore Nogara. La sistemazione del Progno potrebbe portare con sé anche il completamento della ciclabile di valle che è ora finanziata da Giazza fino a Tregnago, con i fondi dei Comuni di confine e inaugurata già per il tratto da Selva alle porte di Badia. Per i posti letto dell’ospedale di Comunità che la Regione avrebbe dovuto raddoppiare dai 15 esistenti a 30, il Comune di Tregnago, di sua iniziativa ha predisposto un progetto che porterebbe a 25 i posti letto con interventi minimi sulla struttura e il carico sul proprio bilancio delle spese accessorie. Questo garantirebbe la sostenibilità del progetto «che è per tutta la valle, non solo per Tregnago», ha precisato il sindaco Santellani, sottolineando che in questa maniera la ristrutturazione preventivata di 1,3 milioni di euro si ridurrebbe a poche decine di migliaia di euro, ma il risultato sarebbe comunque garantito. «Chiedesse Tregnago da solo l’assegnazione dei posti letto, avrebbe un peso diverso rispetto alla richiesta che arrivasse dai sei Comuni di valle». I sindaci si sono divisi i compiti per casa: Santellani preparerà un documento unitario per l’ospedale di comunità; Anselmi per la ciclabile e Tertulli per il problema del Progno: tutti insieme presenteranno quanto prima una richiesta per la nuova Sp 10 in cui i sindaci esprimono la volontà che l’opera venga realizzata e il progetto ripreso in mano con le necessarie modifiche per il suo avanzamento. «Uscendo dai rispettivi campanili e mettendoci insieme si creano le condizioni perché le cose si prospettino e si concretizzino», ha commentato al termine Lovato, portando l’esempio della caserma dei vigili del fuoco, esigenza nata dalla spinta unitaria dei sindaci dell’Est Veronese, «perché se si ragiona insieme le cose da fare si affrontano meglio, con più convinzione. Magari non porteremo sempre a casa il risultato sperato, ma quanto meno non ci sarà l’immobilismo che abbiamo visto e non capiterà di farci del male da soli». «Siamo qui per collaborare davvero», ha concluso Santellani, «riconoscendo che molto in questi anni non è stato fatto proprio per mancanza di collaborazione e dialogo fra i Comuni». • V.Z.

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