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Sarmazza,
all’improvviso
la cometa

Il presepe di Sarmazza (Monteforte) FOTO AMATO
Il presepe di Sarmazza (Monteforte) FOTO AMATO (BATCH)
 
24.12.2016

Così ti sposto la cometa: cambia l’ambientazione, sparisce il mare e nel cielo del presepe di Sarmazza (Monteforte) la cometa cambia direzione quando nel cielo in cui si leggono le costellazioni la luna le lascia il posto. È solo una delle novità del grande allestimento che il Gruppo presepe Sarmazza svelerà ai visitatori a Natale: in quel momento si solleverà il velo sul nuovo presepe delle Scolette che da metà ottobre, tre sere alla settimana, ha impegnato Cristian, Francesco e Gabriele Bogoni.

È un paesaggio prevalentemente palestinese quello che accoglie la Natività 2016: sabbia dorata e rocce sono l’elemento cardine che regala al Bambino la nascita in una vera e propria grotta fatta di pietre e sughero. In lontananza, poco sotto la linea dell’orizzonte di questo allestimento su tre livelli, alcune case contadine ancorano la Natività anche al territorio che sta attorno a Sarmazza. Le luci si accendono anche nel fienile, come nella casa in cui l’ormai leggendario Bepi appare prima seduto su una sedia, e poi all’improvviso lascia la sedia vuota. Il quotidiano dell’ uomo, affacendato nelle sue attività, si muove dentro e fuori le case: si ode il martello che batte sull’incudine, il belare delle pecore al pascolo, i versi dei galli a cui una donna distribuisce il becchime ed il canto degli uccelli sugli alberi e sui tetti.

Dall’alba al tramonto c’è la vita che pulsa, la giornata di sole che cede spazio alla pioggia (da toccare) che riempie il torrente e fa girare la mola del frantoio. Quando il cielo si tinge di rosso si accendono decine di lampioni nelle strade e la vita procede silenziosa fino allo spegnersi delle luci: nel cielo fa capolino la luna, che si fa spazio tra le stelle e le nuvole, e lo attraversa per poterlo lasciare libero alla cometa. Che saetta nel nero della notte mentre la Luce nasce in quella grotta in cui la Madonna culla davvero il Bambino mentre Giuseppe si fa luce intorno con una lampada, il bue e l’asinello vegliano girando la testa qua e là sul neonato.

Ci sono 250 stelle nel cielo, tredici costellazioni, decine di metri di fibra ottica, un complesso software fai da te che comanda il presepe così da proporre due cicli (di cinque minuti ciascuno) che raccontano due giornate diverse nel borgo che si estende per 11 metri quadrati.

Il presepe di Sarmazza, che si avvia a festeggiare i suoi primi vent’anni, è inserito nell’ itinerario della Strada dei presepi.

Sarà visitabile fino al 22 gennaio (orario nei giorni festivi 9,30 -12 e 14,30-19, al sabato dalle 15 alle 18). P.D.C.

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