«Troppi profughi, lo dice anche la prefettura»

Una trentina le persone all’assemblea pubblica sui migranti FOTO AMATO
Una trentina le persone all’assemblea pubblica sui migranti FOTO AMATO
Paola Dalli Cani 29.06.2018

Sui richiedenti asilo, il sindaco Luciano Marcazzan ha riferito che il numero che dovrebbe accogliere San Giovanni Ilarione risulta «sproporzionato» anche per la Prefettura. «Il nostro no all’arrivo di immigrati lo abbiamo detto chiaramente, ma è ininfluente», ha esordito il sindaco, «serve più il dialogo, i muri verrebbero intesi solo come provocazioni. Grazie ad un dialogo aperto da due mesi, la Prefettura sembra concordare sul fatto che 30 richiedenti asilo in paese (il doppio previsto col Sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati, ndr) sarebbe un numero sproporzionato: se oltre tutto gli immigrati fossero concentrati in un unico luogo, ipotesi che mi sento di scartare, sarebbe anche peggio. Se non ho parlato pubblicamente prima è solo perché attendevo informazioni certe che, ad oggi, ancora non ci sono». Questo ha detto il sindaco Marcazzan l’altra sera, in un’assemblea pubblica alla quale hanno partecipato in una trentina, più una settantina che ha seguito la diretta Facebook. Incontro necessario dopo che la coop San Francesco ha offerto la sua disponibilità ad accogliere, appunto, 30 richiedenti asilo, comunicandolo alla Prefettura. Marcazzan su un punto è parso tirare un sospiro di sollievo: se per sapere il piazzamento della «San Francesco», nella graduatoria del bando, si dovrà attendere altri 15 giorni, pare del tutto scongiurata l’ipotesi che immigrati possano occupare un albergo chiuso dal 2012, «Al vecio cervo». «Ho temuto per la presenza di questo albergo in centro. Ora escluderei che fosse occupato da richiedenti asilo, perché la capacità indicata non ce l’ha», ha detto in sindaco, «in Prefettura non è stato mai nominato: sarebbe stata una mezza disgrazia immaginare queste persone affacciate sui terrazzi tutto il giorno a non far nulla, avrebbe dato l’impressione di spreco di denaro pubblico». Una delle ipotesi in ballo, è che la cooperativa abbia concorso per 30 posti, ma che sia riuscita ad averne di meno, in disponibilità effettiva. Il sindaco ha anche considerato che il paese potrebbe non dover ospitare stranieri, «perché, in caso di arrivi, prima si dovrebbero occupare i posti lasciati liberi dalle 200 persone che sono uscite dal programma di accoglienza e perché, da quanto ci è stato detto in Prefettura, la San Francesco non gestisce direttamente alcuni servizi e per questo presumibilmente occuperà gli ultimi posti della graduatoria». L’allarme, però, c’è: per l’incertezza e per l’impatto sociale che «un Centro di accoglienza straordinaria, una entità extraterritoriale sulla quale il Comune ha zero potestà», ha detto Marcazzan, «provocherebbe». Rivedere il «no allo Sprar» espresso dal Consiglio comunale un anno fa? «Non ne abbiamo alcuna intenzione, anche perché come Comune ci sarebbe impossibile gestirlo». Ne ha parlato anche Raika Marcazzan, ilarionese di origine, candidata della Lega non eletta alla Camera: «Lo Sprar non esiste e non cancella i Cas che in molti Comuni ha creato problemi. È vero che un’amministrazione può far poco, ma può fare». E di questo sono convinti anche l’ex sindaco Domenico Dal Cero (che dopo le amministrative ha rinunciato al posto in minoranza) e il consigliere del suo gruppo, Nadia Bevilacqua: censurando il sindaco per i tempi lunghi del confronto pubblico sulla questione (accuse ribadite anche in Consiglio comunale), hanno sottolineato come sia «doveroso pretendere la tranquillità che l’amministrazione deve garantire: non dobbiamo farci trovare impreparati». Bevilacqua ha annunciato che il gruppo «farà di tutto per evitare l’arrivo di queste persone. Se succedesse qualcosa, ne sarebbe responsabile l’amministrazione». •