Richiedenti asilo, oggi l’apertura della busta

Il sindaco Luciano Marcazzan
Il sindaco Luciano Marcazzan
P.D.C.31.05.2018

Dove sono i 30 posti messi a disposizione dalla Prefettura di Verona per accogliere a San Giovanni Ilarione altrettanti richiedenti asilo? La risposta la Prefettura ce l’avrà oggi, mentre il sindaco Luciano Marcazzan dovrà attendere i primi giorni della prossima settimana. Una cosa, dunque, è certa e cioè che domani, il primo giugno, a San Giovanni Ilarione non arriverà nessuno. Sono le ultime notizie che il primo cittadino ha ottenuto ieri quando ha contattato nuovamente il vice prefetto vicario Angelo Sidoti per avere informazioni sull’annunciato arrivo di richiedenti asilo. «Mi è stato detto che la busta con la documentazione relativa all’individuazione degli alloggi disponibili sarà asperta domani (oggi, per chi legge, ndr)», spiegava ieri Marcazzan, «e mi sono accordato per prendere visione personalmente, la settimana prossima, di ciò che è stato proposto dalla cooperativa San Francesco». «Voglio capire dove pensa di accogliere i richiedenti asilo», ha aggiunto il sindaco, «e voglio conferme sui numeri. Da settimane e ancora oggi le cose incerte sono troppe: credo sia necessario acquisire informazioni dettagliate e quindi sui punti fermi valutare il da farsi. Sono consapevole, per altro, che la nostra competenza come amministrazione comunale è legata esclusivamente alla capacità di persuadere il prefetto Salvatore Mulas sull’eventuale non idoneità di alcuni luoghi». Di notizie certe rispetto ad appartamenti o alloggi diversi che qualche ilarionese possa aver messo a disposizione della Prefettura Marcazzan non ne ha e non si spinge a buttar lì ipotesi che, pure, gli passano per la testa dal giorno in cui ha saputo che all’ultimo bando per la ricerca di posti la cooperativa San Francesco aveva indicato 30 posti a San Giovanni Ilarione. «L’assegnazione decorrerebbe dal primo giugno, ma la Prefettura non ha urgenze in termini di collocamenti e questa è la ragione per cui io sarò ricevuto la prossima settimana», spiegava ieri Marcazzan. La preoccupazione resta, in relazione ai numeri (corrispondenti al doppio dei richiedenti asilo che sarebbero spettati a San Giovanni Ilarione se il Comune avesse aderito al Sistema di protezione di richiedenti asilo e rifugiati Sprar) ma soprattutto in relazione alla localizzazione e all’ adeguatezza degli alloggi: trenta persone distribuite in più luoghi o concentrate in uno soltanto non avrebbero lo stesso impatto, come pure la dislocazione sul capoluogo o anche nelle tante contrade che caratterizzano il paese. •