Qui si sfornano artisti da un secolo e mezzo

Gli allievi della scuola d’arte che hanno aiutato ad allestire la mostra
Gli allievi della scuola d’arte che hanno aiutato ad allestire la mostra
M.FR.11.06.2018

Un folto pubblico è accorso a Sant’Ambrogio di Valpolicella per i 150 anni dalla fondazione della Scuola d’Arte, avvenuta nel 1868 per merito del conte Paolo Brenzoni. È stata anche presentata una pubblicazione che raccoglie gli ultimi dieci anni di attività della scuola. «In questo libro», spiega Beatrice Mariotto, curatrice del volume, «abbiamo raccontato la storia della scuola attraverso i volti di coloro che l’hanno amata in questi 150 anni, di allievi e docenti che l’hanno frequentata, con immagini che parlano del territorio dove in questi ultimi anni abbiamo lasciato la nostra impronta». Presente all’inaugurazione il quasi centenario Libero Cecchini che ha espresso un suo grande desiderio, che la scuola torni in possesso dell’antica sede inaugurata nel 1868 dal conte Brenzoni, di proprietà oggi della parrocchia ambrosiana. Una sede per il direttore, che ha l’ufficio itinerante, e per la biblioteca e il materiale didattico. Un monumento storico da recuperare, oggi non più utilizzato, che riporta ancora sulla facciata lo stemma in marmo della scuola. Tante le parole di affetto rivolte da Cecchini a Mariotto, che ha saputo dare nuova linfa alla scuola e gestirla in modo ammirevole con risultati ben visibili. «Siamo qui per ringraziare direttori, docenti e allievi», ha affermato il sindaco ambrosiano Roberto Zorzi, «che sono passati in questi anni, che si sono formati alla scuola d’arte e che hanno portato l’arte e il nome di Sant’Ambrogio in tutto il mondo. Un ringraziamento speciale va a Mariotto che nel 2004 è stata nominata direttore della scuola dall’amministrazione Destri, motore trainante di questa realtà ambrosiana con risultati ben visibili. Tanti i giovani che frequentano la scuola, che sono il nostro futuro. L’Amministrazione è sempre vicina alla scuola perché crede nell’istruzione, nell’arte e nella cultura. Ringrazio i sindaci dei Comuni vicini, la Provincia, gli impresari del distretto, le fondazioni e le associazioni. Con il gioco di squadra si può fare tanto e la scuola d’arte lo dimostra». Mariotto ha fatto un bilancio: «Alla mostra c’è stata una grande affluenza, merito della proposta artistica e culturale degli allievi e grazie ai docenti Iva Recchia, Federica Casanova e Matteo Cavaioni. Ringrazio gli artisti che sono stati con noi in questi giorni, a cominciare da Libero Cecchini per il quale nutro una profonda stima e un grande affetto e a Francesco Zanoni, classe 1926, allievo sotto la direzione Salazzari e a sua volta docente della scuola». È stata consegnata una copia del libro agli artisti presenti, gli ambrosiani Luigi Savoia, Luciano Padovani, Mario Chiereghini, Ernesto Bussola e a Mario Vassanelli,Mariano Bellamoli, Ivy Mefalopulos, Alberto Zucchetta, Sergio Capellini, Zeno Finotti, Sebastiano Zanetti, Simone Butturini e tanti altri. A decretare l’esito artistico dei lavori esposti è stata la giuria, presieduta dal mosaicista piacentino Dino Maccini, formata dalla scultrice Sabrina Ferrari, dall’illustratore e scultore veronese Tommaso Carozzi e dai docenti della scuola. I premiati: Sofia Ines Musumano (pittura), Daniele Murari (disegno), Sabrina Camerlengo (mosaico), Simone Scandola (scultura modellata), tutti gli allievi del corso di scultura che hanno partecipato all’installazione «La terra di Eva». Segnalati inoltre alcuni allievi che hanno dimostrato una certa continuità nella produzione artistica, per incoraggiarli a proseguire e sviluppare la difficile strada intrapresa nel mondo dell’arte, fra cui Cristiana Mariotto e Massimiliano Pirotello per il corso di modellato, Alice Bianchi per disegno, Simonetta Taccuso per pittura, Michela Borghi per mosaico, Michele Colpo e Marco Salzani per il corso di scultura della pietra. Sono aperte le iscrizioni alla prossima stagione artistica. •

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