Primo caso di West Nile Interventi ad Arcole

Un intervento di disinfestazione dalle zanzare
Un intervento di disinfestazione dalle zanzare
Z.M.02.09.2018

Il virus West Nile colpisce anche ad Arcole. Nei giorni scorsi un cinquantenne, residente a Gazzolo, è stato ricoverato all’ospedale per i sintomi della febbre del Nilo e fortunatamente già dimesso. Intanto è di ieri il decesso di un anziano di 83 anni, residente nel Trevigiano, all’ospedale di Treviso per encefalite provocata dal virus. Era ricoverato dal 24 agosto. Si tratta della nona vittima nel Veneto. Anche se la patologia sviluppata dal cinquantenne di Gazzolo (vive da solo in via D’Acquisto) è stata lieve, la presenza di un caso di contagio ha messo in moto la disinfestazione contro le zanzare fino a 200 metri di distanza dalla casa, secondo il protocollo sanitario. Il sindaco Alessandro Ceretta ha disposto un’ordinanza per cui la ditta Tecnoambiente procederà con il trattamento di disinfestazione nel raggio di 200 metri attorno alla casa, domani dalle 9 alle 18. Durante la disinfestazione, gli interessati dovranno consentire ai tecnici di entrare nelle proprietà private per eseguire il trattamento, come prevedono le disposizioni sull’igiene e la salute pubblica. Si ricorda poi ai residenti di tenere chiuse le finestre fino ad operazione conclusa. Ancora, nei sistemi e nelle situazioni in cui viene raccolta l’acqua piovana, i proprietari dovranno consentire agli operatori specializzati la rimozione dei focolai larvali, per evitare che si riformino. Infine è fatto divieto ai privati di favorire il ristagno di acqua, abbandonando contenitori in cui si raccoglie acqua, come sottovasi, bidoni, vasche, secchi e altro. «Purtroppo ho ricevuto la conferma del primo caso di contagio da West Nile nel nostro territorio», conferma il sindaco Ceretta appena avvisato dall’Ulss 9, «l’incubazione dura tra i due e i 15 giorni, quindi è impossibile sapere se questa persona sia stata contagiata qui in paese, oppure altrove, dato che in questi giorni si è spostata sicuramente in altri centri abitati». «Abbiamo fatto tutto quanto era possibile per ridurre al minimo il rischio di contagio, cercando di combattere la proliferazione delle zanzare», assicura Ceretta, «facendo periodiche disinfestazioni, tuttora in corso. Continueremo a monitorare la situazione, auguro alla persona infettata una pronta guarigione». IN REGIONE Combattere la diffusione del virus West Nile con la lotta biologica. «Occorre finanziare progetti di lotta biologica, come il ripopolamento nei piccoli corsi d’acqua di pesci quali la Tinca e la Scardola, che si nutrono di larve di zanzara, vietandone la pesca nelle zone interessate ai focolai del virus West Nile». Questa la proposta avanzata dalla consigliera regionale Giovanna Negro (Veneto del Fare) a Venezia, preoccupata dei 118 contagiati nel Veneto dal virus West Nile. I dati evidenziano che in 10 anni Veneto, Emilia Romagna e Lombardia sono le regioni italiane più colpite dalla febbre del Nilo. Il virus appartiene alla famiglia dei Flaviviridae ed è stato isolato in Uganda nel 1937: da là, si è diffuso in tutto il mondo. Il virus si trasmette all’uomo attraverso diversi tipi di zanzare, principalmente la Culex Pipiens. Da qui la volontà di presentare una mozione al Consiglio regionale da parte di Giovanna Negro: «Ritengo che di fronte a questi numeri serva l’impegno di tutti», dice. Per diagnosticare il virus, che questa estate ha avuto una diffusione molto vasta, sono necessari test di laboratorio su siero e fluido cerebrospinale. «Attualmente non esistono cure o vaccino, l’unica è utilizzare repellenti da mettere sulla cute», ricorda Negro. Oltre al suggerimento di ripopolare i fiumi con pesci divoratori di larve di zanzara, Giovanna Negro chiede di proseguire nella lotta alle zanzare portatrici del virus West Nile con disinfestazioni adulticide e larvicide in stretta collaborazione con gli enti locali e di verificare che nei bacini stagnanti gestiti da privati (ad esempio l’autostrada) ci siano disinfestazioni. •