Ponte della Motta La burocrazia non si smentisce

Il ponte della Motta a San Bonifacio
Il ponte della Motta a San Bonifacio
Gianni Bertagnin 05.06.2018

Quando ormai la telenovela dei vari rinvii dell’apertura del ponte della Motta sull’ Alpone e della relativa inaugurazione sembrava prossima alla fine, lo straordinario caso di burocrazia si arricchisce di un nuovo capitolo. Sull’inaugurazione, molto prudentemente, il sindaco Giampaolo Provoli e il Comune di San Bonifacio avevano smesso di ipotizzare nuove date. Già l’anno scorso, dopo i rinvii di luglio e poi di settembre, si era rimasti in attesa e solo recentemente la Giunta municipale aveva sperato, prudentemente, di riuscire a celebrare finalmente questa attesissima inaugurazione il 2 giugno, in occasione della festa della Repubblica. Ma con la burocrazia la prudenza non è mai troppa. Infatti anche questa data è stata superata dai fatti: l’inaugurazione ufficiale del ponte (che è comunque percorribile) è stata rinviata a settembre. Si spera di quest’anno, viene da dire, viste le circostanze. Spiega Provoli: «Pensavamo di effettuare il taglio del nastro il 2 giugno. E invece è stato posticipato perché la ditta esecutrice dei lavori del ponte, la Camero, non ha ancora ricevuto dalla Regione il dovuto saldo, nonostante i lavori, come si sa, siano conclusi da mesi. Quindi, nella speranza che questo pagamento venga effettuato almeno entro l’estate, si pensa di poter organizzare la festa di inaugurazione a settembre. Questo nuovo ritardo sorprende anche perché non si tratta di una cifra astronomica da saldare: è di circa 160mila euro, pari a quasi un quinto dell’ importo dei lavori. Ci si rassegnio: se tutto va bene, la telenovela dovrebbe finalmente concludersi con l’inaugurazione a quasi un anno dopo l’entrata in funzione del ponte». «La pazienza della ditta costruttrice», aggiunge il sindaco, «è già stata messa duramente alla prova. Basti ricordare che il pagamento del primo stato di avanzamento dei lavori è stato effettuato dalla Regione solo a novembre dello scorso anno e solo per l’80 per cento del dovuto, nonostante il ritardo. ERA STATO NEL 2013, mentre il Comune di San Bonifacio era commissariato, che il prefetto aveva ordinato al Genio Civile di spostare il ponte fuori dalla sua sede, installando poi la passerella pedonale. Nel 2014, a inizio amministrazione Provoli, erano stati organizzati una serie di incontri per discutere la recupero e sollevabilità del ponte. Un progetto che era stato discusso anche con prefetto, soprintendente e direttore del Genio Civile, e approvato con una delibera di Giunta Comunale. Anche il Genio Civile, a novembre di quell’anno, aveva dato il suo via libera, così come la Soprintendenza. Nel marzo 2015 era stato dato l’incarico per il progetto definitivo, in aprile era arrivato il primo finanziamento regionale. A giugno la deliberazione del Consiglio comunale con parere sul progetto definitivo e con la votazione positiva di tutti i Consiglieri comunali, tranne quelli del Movimento 5 Stelle, che si era astenuto. A settembre era stato dato l’incarico per il progetto esecutivo e successivamente la Giunta aveva approvato quello definitivo-esecutivo. I lavori sono cominciati e sono stati terminati, ma l’inaugurazione in grande stile che il Comune avrebbe voluto fare (anche una risottata sul ponte) è slittata di settimana in settimana perché la Regione non aveva provveduto al saldo dei lavori. E, soprattutto, il passaggio sull’Alpone non veniva aperto. IL BLITZ del sindaco la mattina del 19 ottobre in aperta polemica contro la burocrazia di Venezia, la cui Ragioneria non ha aveva versato alla ditta costruttrice un solo euro di pagamento. Provoli è passato all’azione e, constatata la completezza della documentazione necessaria, come i vari collaudi per la sicurezza del ponte, si è assunto la responsabilità di aprire al traffico il ponte: «Le esigenze della gente vengono prima dei cavilli burocratici regionali». Erano presenti la presidente del Consiglio comunale Cristina Zorzanello e diversi consiglieri comunali. •

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