Per la Regione la casa di riposo è al top

Thomas Chiaramonte
Thomas Chiaramonte
Monica Rama 09.07.2018

La casa di riposo Fondazione Monsignor Marangoni di Colognola si conferma al top. A sancirlo per l’ennesima volta in una manciata di anni, sono stati gli ispettori distrettuali mandati dalla Regione nella residenza ospitata a Villa Portalupi per verificare i livelli organizzativi, di qualità del servizio offerto, di gestione del personale nonché di attenzione alla persona oltre che di relazione con le famiglie degli ospiti e il territorio. Su tutti i fronti la Fondazione, che è presieduta dal parroco don Agostino Martinelli, ha ottenuto ancora una volta il massimo dei voti: 100/100. Anche se già in passato la casa per anziani aveva ottenuto un ottimo accreditamento, non si è adagiata sugli allori. Anno dopo anno è stata resa antisismica, si è dotata di tutti i comfort e di nuovi spazi per riabilitazione, attività sociali e benessere così da ottenere la possibilità di ampliare la sua ricettività a 60 posti, implementando l’offerta assistenziale. Gli anziani dispongono di due giardini, uno di fronte all’edificio e un altro interno, hanno inoltre una palestra, una sala per bagno assistito e per la terapia multisensoriale con metodo Snoezelen oltre all’opportunità di seguire la pet terapy grazie a un cane, un gatto, tre pappagalli, pesci e alcune tartarughe presenti nella residenza. Un bel traguardo frutto di un impegno sinergico di tutti gli operatori della residenza unito alla lungimiranza del consiglio di amministrazione e all’abilità di fare delle criticità che la struttura antica può presentare, occasioni per soluzioni efficaci e originali. Non bastano, però, i muri per rendere un ente funzionale, come spiega don Martinelli: «L’accreditamento a pieni voti è frutto di un gruppo di lavoratori molto motivati, che hanno fatto della loro mansione una missione per il bene dei nostri anziani. La Fondazione è, inoltre, al centro di una serie di importanti sinergie con altre strutture del territorio, essendo, tra l’altro, tra i soci fondatori di Adoa (Associazione diocesana delle opere assistenziali)», aggiunge il sacerdote, «che tanto sta facendo soprattutto per queste strutture medio-piccole ma familiari che altrimenti rischierebbero di scomparire». La bontà dell’istituto può essere toccata con mano anche da utenti esterni, in quanto fornisce pasti a scuole del territorio e ad anziani nelle proprie case ricorrendo a metodi che garantiscono ottime qualità e conservazione dei cibi. Sulle modalità di svolgimento del sopralluogo regionale, si è espresso il direttore della Fondazione, Tomas Chiaramonte: «Il team di verifica, composto da ispettrici esperte in servizi assistenziali e certificazioni di qualità, ha condotto indagini meticolose durate più di tre ore, tempo nel quale la responsabile dell’ area socio-sanitaria e riabilitativa Francesca Malesani e l’assistente sociale responsabile qualità Eddy Verzini hanno fornito tutte le informazioni richieste. Le ispettrici hanno fatto i complimenti per l’ottimo risultato a tutti i lavoratori dell’ente». Insomma una struttura di eccellenza che sa rivelarsi sempre più accogliente e familiare per i nonni, stimolante per i suoi operatori oltre che sicura e rasserenante per le famiglie degli ospiti. •