Il centrosinistra attacca «Sull’ex ospedale solo promesse da Ruzza»

L’ingresso del Chiarenzi
L’ingresso del Chiarenzi
P.T. 11.07.2018

Sferzata del centrosinistra di Zevio al Comune sulla questione ex ospedale Chiarenzi, due terzi del quale, due anni fa, fu concesso in comodato d’uso trentennale dalla Regione, con destinazione sociosanitaria. Attacca Zevio bene comune (Zbc) con un volantino diffuso in paese: «Nell’ex ospedale l’amministrazione intende trasferire la casa albergo per anziani, ora in via Aldo Moro. Cui aggiungere 30 posti letti di ospedale di comunità, 10 letti di hospice, infine una comunità alloggio per disabili. Ma in due anni il Comune non ha presentato alcun progetto, solo mirabolanti annunci a mezzo stampa. Sul riuso del Chiarenzi non esiste studio di fattibilità per stabilire se l’operazione è sostenibile, quanto costerà e chi paga». Di più: «La ristrutturazione non compare nemmeno nel bilancio triennale 2018-2020 e in quello delle opere pubbliche appena approvato in Consiglio. Nel frattempo continua il depotenziamento dei servizi ambulatoriali del Chiarenzi e si continua a spendere centinaia di migliaia di euro in manutenzioni urgenti e per le utenze di acqua, luce e riscaldamento, finora pagate dall’Ulss. Ma prima o poi il Comune potrebbe essere chiamato a rimborsare, e comunque a corrispondere a comodato d’uso perfezionato». Zbc continua a battere il tasto economico: «Quest’importo s’impennerà verticalmente quando si aggiungeranno manutenzioni ordinarie e la messa a norma della struttura a carico del Comune». Com’è noto, uno dei grossi handicap dell’ex ospedale è di non essere antisismico. Zbc prosegue affermando che il peso economico per sostenere «l’ambiziosa» trasformazione del Chiarenzi non sia alla portata del Comune. E aggiunge: «Il sindaco Diego Ruzza vanta d’aver pensato, primo in Veneto, un intervento così importante. Viene però da chiedersi se è perché gli altri enti locali sono più saggi e realisti del nostro». Il centrosinistra è dell’idea che Ruzza dovrebbe impegnarsi di più affinché l’Ulss mantenga e potenzi i servizi sanitari all’ex ospedale. «Non ci sono più gli ambulatori cardiologico, pneumologico, ortopedico, fisiatrico, oncologico, di medicina sportiva. Niente più elettrocardiogramma, holter, ecografia, spirometria. Per tutto ciò si deve andare in città, a Legnago, Bovolone o a San Bonifacio. A ottobre, poi, il cento trasfusionale e l’ambulatorio odontoiatrico resteranno senza medici. Saranno sostituiti?». La stilettata finale è per il sindaco: «Ruzza ha affermato che alle ultime amministrative il 60 per cento degli zeviani ha votato per la sua squadra, credendo soprattutto alle sue promesse sulla rinascita del Chiarenzi. Non c’è da sentirsi presi in giro?», conclude il centrosinistra, annunciando che sulla questione ex ospedale a settembre terrà un incontro pubblico.