Zelger chiede scusa,
«mozione
soft» di condanna

Carla Padovani, capogruppo, Pd con il leghista Alberto Zelger di cui ha votato la mozione FOTO MARCHIORI
Carla Padovani, capogruppo, Pd con il leghista Alberto Zelger di cui ha votato la mozione FOTO MARCHIORI
E.S.12.10.2018

Alberto Zelger, il consigliere leghista che lo scorso 6 ottobre a La Zanzara su Radio 24 aveva espresso duri giudizi sulle donne che abortiscono e sugli omosessuali, chiede scusa e il Consiglio comunale gli infligge una «condanna» più leggera. È questo, in sintesi l’epilogo dell’ordine del giorno di condanna delle «dichiarazioni omofobe e contro la donna rese alla stampa», primo firmatario Mauro Bonato capogruppo della Lega Nord, e sostituito con un secondo documento che si conclude con «una ferma censura per tali affermazioni che sono solo personali come riconosciuto dallo stesso» consigliere Zelger.

 

Tale atto è stato sottoscritto da tutti i consiglieri presenti, tranne Michele Bertucco di Verona e Sinistra in Comune che avrebbe voluto che si mantenesse il testo originario. Nella presa di posizione si sottolinea, inoltre, che «il Consiglio comunale esprime che Verona è una città tollerante, accogliente, che non discrimina ed è sempre stata a favore della vita». E si ribadisce «la presa di distanza dalle parole pronunciate dal consigliere Zelger che vanno contro la dignità della persona».

 

Prima che la seduta fosse sospesa per quasi due ore su richiesta dello stesso Bonato, Zelger aveva detto: «Mi scuso con tutti coloro che possono essersi sentiti offesi dalle mia affermazioni con le quali non intendevo ferire nessuno».