Titolare di un kebab
rapinato e pestato:
due in manette

Polizia in azione (foto d'archivio)
Polizia in azione (foto d'archivio)
19.10.2018

La polizia non ha ancora chiuso «il cerchio» ma l’arresto eseguito lunedì di due moldavi accusati di tentata rapina e lesioni gravi ha portato gli agenti della mobile ad individuare altri complici le cui posizioni sono al momento oggetto di ulteriori verifiche.

 

A finire in manette e poi agli arresti domiciliari su disposizione del gip Giuliana Franciosi, sono V.P., 26 anni e G.G. di 23, entrambi incensurati, residenti a Verona, che nella notte del 27 agosto del 2017 avrebbero aggredito, picchiato e rapinato il titolare di un Kebab di via Montorio. Erano le 4.30, la vittima aveva appena chiuso il locale e messo l’incasso del giorno, mille euro, nel suo borsello. Forse non si sentiva sicuro e ha chiesto ad un cugino di accompagnarlo a casa, di fare due passi insieme. Appena usciti in strada, si sono accorti della presenza poco distante di un giovane che, a quell’ora insolita, parlava al cellulare. Situazione strana, hanno pensato, come stesse riferendo a qualcuno che la «preda era a tiro» e si poteva agire. Il titolare del kebab, sentendosi quindi seguito, ha chiesto al cugino di fare una telefonata al 113. Mentre questi era al telefono, è arrivata di corsa una macchina, diretta verso il «kebabbaro», dalla quale sono scesi i due e un terzo complice che però poi la vittima non ha riconosciuto (e quindi non è finito sotto inchiesta), mentre l’autista è rimasto a bordo: hanno iniziato a colpire con calci e pugni l’uomo cercando di strappargli il borsello contenente i soldi, lui ha opposto resistenza riportando infatti ferite con una prognosi di 15 giorni.

 

Non riuscendo nell'intento, hanno desistito e sono scappati a bordo della stessa auto su cui erano arrivati in via Montorio. Attraverso l’analisi della «cella» dei cellulari della zona, analizzando i numeri attivi quel giorno e a quell’ora, la polizia è riuscita a risalire all’identità dei due arrestati e ad andarli a prendere a casa. Oltre ai due moldavi che il gip, su richiesta del pm Zanotti, ha deciso di mettere ai domiciliari avendo avuto un ruolo «marginale» nel compimento del reato, risulta denunciato ma in stato di libertà il complice alla guida dell’auto. Il quarto della banda al momento è «salvo» solo perché il titolare del kebab non l’ha riconosciuto.

 

C.F.