Silvio torna, Forza Italia rialza la testa

Silvio Berlusconi in un comizio a Verona sette anni fa per il Popolo delle libertàDavide Bendinelli, deputato FIMassimo Giorgetti
Silvio Berlusconi in un comizio a Verona sette anni fa per il Popolo delle libertàDavide Bendinelli, deputato FIMassimo Giorgetti
Enrico Giardini 13.05.2018

Nel giallo-verde la sfumatura di azzurro è, appunto, una sfumatura. «Astensione benevola», quella di Berlusconi all’asse Salvini-Di Maio. Ora però il colore azzurro riprende forza e le azioni tornano su. Quindi: rivotare il primo possibile, con il “grande capo” in prima linea? Al momento si fatica a dirlo. Ma è certo che Forza Italia, anche in Veneto e a Verona, rialza la testa e sogna, dopo la riabilitazione di Silvio Berlusconi da parte del Tribunale di Sorveglianza di Milano. Che ha cancellato tutti gli effetti della condanna subita nell’ambito del processo sui diritti di Mediaset. La sentenza infatti determinò l’incandidabilità dell’imprenditore da 25 anni leader di Forza Italia. COSÌ IL GOVERNO giallo-verde, cioè Movimento 5 Stelle-Lega, Di Maio-Salvini che a fatica sta prendendo quota, oltre all’astensione benevola di Berlusconi ora potrebbe trovare un contraltare ancora più forte. Di sicuro però il centrodestra si è spaccato. Pur avendo vinto con il 37 per cento le elezioni politiche con il 17,6 della Lega, il 14,4 di FI e il 4,3 di FdI e il resto di Noi con l’Italia-Udc. «Il fatto che Berlusconi d’ora in poi possa spendersi in prima persona è un valore aggiunto importantissimo», dice Davide Bendinelli, deputato, vicecoordinatore regionale di FI. «Non credo però che la riabilitazione inciderà sulla formazione del nuovo governo targato Lega-5 Stelle. Secondo noi Di Maio e 5 Stelle non sono in grado di garantire condizioni di stabilità, credibilità e affidabilità al nostro Paese». In casa forzista però l’orgoglio sale. Ed è chiaro che si guarda a prossime scadenze elettorali. Il vicepresidente del Consiglio regionale Massimo Giorgetti, di FI, sottolinea che «Berlusconi è sempre rimasto in campo con lucidità e forza d’animo. A riprova di questo basta vedere come Forza Italia anche in queste ore sia centrale e determinante per la formazione di qualsiasi governo. La riabilitazione del presidente Berlusconi e la conseguente possibilità di candidarsi direttamente ne aumenta la forza e l’autorevolezza attraverso un consenso che solo l’elettore può dare». TORNARE dunque alle urne, magari con Berlusconi ancora più leader? Il dibattito si surriscalda. «La riabilitazione di Berlusconi non incide nella vicenda della formazione del governo», dice il senatore forzista Massimo Ferro, «che io mi auguro, dopo due mesi e mezzo dal voto, nasca quanto prima e cominci a lavorare per il bene del Paese. E comunque Berlusconi non ha bisogno di essere legittimato da nuove elezioni. Servirebbe tra l’altro una nuova legge elettorale, perché quella attuale non funziona». È CHIARO però che la riabilitazione di Berlusconi è un segnale forte, in un centrodestra in cui è maturato uno strappo tra Lega da una parte e FI e FdI, presentatisi uniti, agli elettori. «Prendiamo atto con estremo favore che anche Giorgia Meloni ha seguito la linea tracciata da Berlusconi. Ribadiamo comunque che non intendiamo venir meno ai rapporti di collaborazione instaurati con la Lega ai vari livelli istituzionali», conclude Bendinelli. «Voteremo quei provvedimenti di legge in linea con il nostro programma elettorale, grazie al quale Forza Italia ha preso oltre cinque milioni di voti». I forzisti, però, ripuntano in alto, con Silvio. • © RIPRODUZIONE RISERVATA