Scuola al via con 500 studenti in

Un augurio sulla lavagna per gli studenti che rientrano a scuolaAlbino Barresi dirigente dell’Usp
Un augurio sulla lavagna per gli studenti che rientrano a scuolaAlbino Barresi dirigente dell’Usp
Laura Perina 11.09.2018

Suona domani la prima campanella e a Verona si prepara a tornare sui banchi un esercito di 110.487 bambini e ragazzi, per un totale di 5.172 classi dall'infanzia alle superiori. È il primo ciclo scolastico che inizia con una popolazione studentesca tutta di «millennials», cioè nati dal 2000 in poi. Per il dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale Albino Barresi (al suo al suo primo avvio di anno scolastico in riva all'Adige, dopo il trasferimento, ad aprile, da Reggio Calabria) il 2018/19 sarà «un anno difficile». Colpa anche di «norme ingarbugliate», da gestire con «poche risorse professionali». Ma andiamo con ordine. Stando all'anagrafe scolastica, rispetto all'anno passato gli istituti della nostra provincia perdono quasi 500 studenti e una trentina di classi. Un effetto del calo demografico che in cinque anni ha fatto registrare una flessione di oltre 3mila iscritti. Paradossalmente resta il problema del sovraffollamento, in particolare nei licei dove si incanala buona parte dei diplomati alle medie. «SARÀ GRAVE fra due o tre anni» spiega Barresi. Comunque a stretto giro «la Provincia avvierà un tavolo per discuterne. I presidi sanno di non poter superare la capienza, ma giustamente non se la sentono di perdere iscritti. Bisogna trovare la quadra». Da tempo si parla di ridimensionare l'edilizia scolastica. Che sia la volta buona? Cresce il numero degli alunni con disabilità. Sono 3.554, 123 in più dell'anno scorso. In pratica il 3,2% dell'intera popolazione scolastica veronese. La percentuale è maggiore rispetto alla media nazionale, che si aggira intorno al 2,9 ed è comunque la più alta mai registrata. Ma al rapporto, già notevole vista la diminuzione complessiva del numero degli studenti, non si adegua la quota degli insegnanti dedicati. A Verona il ministero dell'Istruzione ha autorizzato 1.453 posti di sostegno; un calo c'è, anche se è talmente impercettibile da attestare il dato in linea con gli anni scorsi. «ABBIAMO fatto le ultime nomine a tempo indeterminato, esaurendo la graduatoria sia alle scuole dell'infanzia che alla primaria» sottolinea Barresi. «I posti rimasti sono di competenza dei presidi, in base a ciò che succede nei singoli plessi, da coprire attingendo dalle graduatorie di istituto». Dopo quelle di sostegno la cattedra più scoperta è matematica, nei licei, mentre mancano docenti di indirizzo negli istituti che offrono percorsi specializzanti, come l'agrario. Insomma, per molti le lezioni inizieranno con le supplenze di rito. L'organico soffre alla primaria, dove non si sa quale sarà il destino delle maestre col diploma magistrale abilitante ottenuto prima dell'anno scolastico 2001/2002, quando per insegnare è diventata obbligatoria la laurea in Scienze della formazione primaria. «Gran parte delle 170 docenti fresche di ruolo hanno il problema della clausola rescissoria nel contratto» conferma Barresi. In pratica hanno firmato un tempo indeterminato che potrebbe trasformarsi in supplenza fino al 30 giugno, se il ricorso alla sentenza del Consiglio di Stato avesse esito negativo. ANCHE i dirigenti scolastici sono sottoposti a sforzi extra. Dopo l'ultima infornata di pensionamenti, a Verona ne è rimasto un centinaio appena. Quattro su dieci sono anche reggenti di un'altra sede e il più delle volte si tratta di un comprensivo con minimo tre plessi, dalle materne alle medie. Senza contare che sulle spalle hanno la questione vaccini. Come si dovranno comportare? «Devono attenersi alla circolare di luglio del Miur e dare per buona l'autocertificazione» come dichiarazione sostitutiva dell'avvenuta vaccinazione, chiarisce Barresi. «Ci saranno le opportune verifiche. Il problema, semmai, è riferito ai nuovi iscritti delle scuole dell'infanzia che non hanno mai presentato documentazione». •

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