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Supermercati chiusi
e folla commossa
per l'addio a Rossetto

Il funerale di Giuseppe Rossetto è stato celebrato a San Massimo FOTO MARCHIORI
Il funerale di Giuseppe Rossetto è stato celebrato a San Massimo FOTO MARCHIORI
E.CARD.20.01.2018

Una struggente interpretazione dell’Hallelujah di Leonard Cohen, cantata dalla nipote Chiara, ha accompagnato l’ultimo viaggio di Giuseppe Rossetto, il presidente dell’omonimo Gruppo della grande distribuzione organizzata, scomparso nei giorni scorsi a 73 anni, i cui funerali si sono celebrati ieri nella chiesa parrocchiale di San Massimo gremita di persone, familiari, amici, collaboratori, tanta gente che aveva diviso con lui una vita di lavoro e di successi.

«Sono certo che avrebbe voluto stringere la mano a tutti voi», ha detto Federico, il primo dei quattro figli di Giuseppe Rossetto, ringraziando tutti coloro che in questi giorni si sono stretti intorno ai familiari, la moglie Annamaria, i figli Francesco, Federico, Francesca e Rossella, i fratelli Roberto, Luciano, Germano e Lorenzo, i nipoti, per manifestare un cordoglio sincero, l’affetto per un uomo che non solo ha saputo creare una grande impresa di famiglia (Rossetto si colloca oggi tra le prime 15 società della provincia scaligera con un fatturato di 447 milioni di euro e con 24 supermercati tra Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna), ma ha saputo mantenere un’atmosfera di rispetto e collaborazione personale con tutti.

Il Gruppo Rossetto dà lavoro a 1.580 collaboratori, destinati presto ad aumentare. Fu lui, inoltre, a credere per primo nel progetto della Grande Mela di Sona, tra i primi centri commerciali di Verona.

 

«Caro papà, tu hai usato bene il tuo tempo, per la famiglia e l’azienda. Ci manchi tanto», ha detto Francesco dopo aver letto una preghiera trovata nella chiesa del Don Calabria in cui si immaginava un dialogo esistenziale tra Dio e un uomo che deve lasciare questa vita, dove emerge che l’unica cosa che conta, alla fine dei nostri giorni, sono le buone azioni.

A ricordare l’imprenditore nell’omelia dopo il Vangelo, il salesiano don Luigi Furia, amico di vecchia data di Giuseppe Rossetto, che ha concelebrato la messa con il parroco di San Massimo don Luca Mainente, e un altro sacerdote: «Caro Giuseppe, guarda quanti siamo oggi intorno a te a salutarti. Ti diciamo grazie per la tua guida saggia, il coraggio che hai dimostrato, l’esempio leale e rispettoso. Dio ha bussato alla tua porta e tu gli hai aperto dicendo “Eccomi, sono pronto“. Giuseppe era un uomo di fede, una fede semplice, vissuta nel quotidiano, che metteva in primo piano la famiglia e il lavoro, che faceva beneficenza e sosteneva lo sport per i giovani».

 

E in omaggio alla sua passione calcistica sul feretro, insieme ad un cuscino di rose rosse e calle bianche, è stata posta una maglia azzurra con il numero uno, a ricordo dei suoi trascorsi giovanili nel calcio con il ruolo di portiere. Il coro dei giovani della parrocchia ha accompagnato il rito funebre durante il quale Chiara ha cantato l’Ave Maria di Schubert. Intanto ieri pomeriggio, in segno di lutto, i supermercati Rossetto sono rimasti chiusi, ultimo omaggio al Presidente. • 

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