«Aziende partecipate nel caos delle poltrone»

La sede dell’Amia
La sede dell’Amia
10.07.2018

Tentennamenti e immobilismo. Sono queste le principali accuse che il consigliere di Verona Civica Tommaso Ferrari rivolge all’amministrazione Sboarina, facendo un bilancio del primo anno. «Alcune scelte in tema urbanistico e culturale hanno tagliato i ponti con il passato, ma si accontentano del presente e abdicano a qualsiasi visione di lungo periodo», sostiene Ferrari. «Se da un lato la città sembra sonnecchiare su molti temi, la situazione delle partecipate è di dissennato immobilismo: Agsm senza direttore generale, Agec con direttore generale ad interim, Amia dopo anni di performance quantomeno discutibili (differenziata al 50 per cento) che manca l’elezione del nuovo presidente. Sarebbe il colmo, se, come alcuni chiacchierano, si arrivasse addirittura alla proroga dell’attuale per prendere tempo ed evitare le conseguenze delle beghe da cortile che stanno in questi giorni fratturando la maggioranza», prosegue il consigliere di Verona Civica. « Le priorità della città sono asservite agli “screzi” da poltrona. Tutto questo per scontri politici tra Battiti e Verona Domani che paralizzano la città e le partecipate. Si ripete la stessa triste antifona per la nomina del vicesindaco che Lega e sindaco si strattonano da mesi». «Poi», ricorda, «c’è il capitolo delle deleghe dell’attuale ministro Lorenzo Fontana ancora vacanti. Deleghe alle politiche comunitarie che tanto servirebbero alla città e che, invece, sono terra di nessuno. L’incedere dell’amministrazione è un tentennamento continuo, una navigazione a vista».

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