Resta incinta, 18enne portata in Pakistan
e costretta dal padre ad abortire

La ragazza ha chiesto aiuto con un messaggio whatsapp
La ragazza ha chiesto aiuto con un messaggio whatsapp
C.F.17.05.2018

«Mi hanno fatto una puntura e hanno ucciso il mio bambino. Mio padre vuole che mi sposi qui». È il senso dei disperati messaggi inviati via Whatsapp alle compagne di scuola e al fidanzato da Farah, una ragazza italo-pachistana maggiorenne che fino a dicembre ha frequentato l’Istituto professionale Sanmicheli, in città.

La ragazza è fidanzata con un ragazzo di Verona ed è rimasta incinta. Insieme, hanno deciso di tenere il bambino: sarebbe dovuto nascere in giugno.

Ma la famiglia si è opposta: l'hanno portata in Pakistan, dove è stata fatta abortire, «mi hanno sedata e legata da un letto», ha scritto. Ieri la Digos è andata a scuola per raccogliere informazioni mentre la psicologa dell’Ufficio scolastico ha informato il Consolato.

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