Ponte Catena,
serre occupate
tra rifiuti e degrado

Le serre occupate (foto Marchiori)
Le serre occupate (foto Marchiori)
Lorenza Costantino20.10.2018

 I vecchi capannoni della serra, seminascosti dalla vegetazione, sono stati riattati ad alloggi precari. Sul marciapiede di fronte, fornelletti da campo formano una cucina estemporanea. Un camper e una station wagon, parcheggiati stabilmente a bordo strada, costituiscono la «dimora principale». E il vicino giardino pubblico è il wc. Tutto intorno, rifiuti buttati a terra.

La serra abbandonata in via Porta Catena, a due passi dalla scuola media «Dante Alighieri», è il nuovo rifugio abusivo, l’ennesimo, da segnare sulla mappa cittadina del degrado. Se a poca distanza, in viale Colombo, forte San Procolo è meta del perenne viavai di senzatetto perlopiù stranieri, in via Porta Catena si è insediata invece una famiglia di nomadi, una decina di persone in tutto. A detta dei residenti, «abitano» lì ormai da settimane, nella più assoluta precarietà igienica e mancanza di sicurezza.

La sporcizia generata dalle attività domestiche condotte all’aperto, e con l’area cani «eletta» a latrina a cielo aperto, scoraggia i cittadini, fra cui soprattutto ragazzini, genitori e nonni, dal frequentare gli ampi spazi verdi che si trovano in questa parte del quartiere Catena, a poca distanza dall’Adige.

 

«Sono entrati nel recinto della vecchia serra, hanno aperto i capannoni, e ora vivacchiano fra questi e i dintorni, usando il giardino pubblico come un bagno. Davanti alla scuola media, campeggiano con i fornelli, gettando poi i rifiuti lungo la via», raccontano gli abitanti della zona, autori fra l’altro di foto e video a testimonianza di quanto riferiscono. «Qui si sta formando un ghetto, nonostante siamo a un passo dal centro», denunciano.

Il consigliere comunale Federico Benini (Pd) ricorda che «la situazione venuta a crearsi in via Porta Catena non è nuova. Già qualche anno fa avevo segnalato la presenza, nello stesso luogo, di un accampamento di fortuna, cui la scorsa amministrazione aveva provato a porre rimedio. Oggi gli abusivi non stazionano più nelle tende, ma in camper e monovolume perennemente parcheggiati in strada. Ma l’effetto di degrado è identico: fornelletti a gas sui marciapiedi e nelle aree verdi a ogni ora del giorno, giardini-latrina, e pattume ovunque, perché ovviamente i cestini non bastano a contenere i rifiuti prodotti da un insediamento stabile».

 

«Se l’amministrazione comunale vuol essere paladina di sicurezza, così come sbandiera, ora deve impegnarsi in un doppio compito», continua Benini. «Da una parte, spostare queste persone in un luogo idoneo; dall’altra, riqualificare la zona per impedire il ripresentarsi del problema. L’area in oggetto, a cavallo fra prima e terza circoscrizione, si estende da Porta Catena fino a Porta Fura, notoriamente punto di spaccio». Il consigliere rispolvera una proposta dell’anno scorso per il recupero, a centro di socializzazione, del casale in disuso che si trova in fianco alla scuola Alighieri: «Così si incoraggerebbe la frequentazione del posto, a deterrente degli accampamenti abusivi». Tuttavia, nel valutare quest’ipotesi, gli uffici comunali avevano accertato che il casale è di proprietà del Demanio, il quale aveva manifestato la volontà di recuperarlo per attività del corpo forestale: progetto mai andato in porto. Benini incalza: «È necessario che il Demanio prenda una decisione: o riutilizza il fabbricato o lo cede al Comune che, da parte sua, deve uscire dal proprio dannoso immobilismo»

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