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Pfos nell'acquedotto
a Verona: esposto
di Greenpeace

La centrale di Porta Palio
La centrale di Porta Palio
21.11.2017

Greenpeace ha presentato oggi alla magistratura un esposto riguardante lo sforamento dei limiti di Pfos (Perfluoro Ottan Sulfonato) - una delle sostanze più pericolose della categoria dei Pfas (perfluoroalchilici) - nell’acquedotto di Verona. Il superamento, sostiene l’associazione, sarebbe stato rilevato nell’acqua potabile erogata dalla centrale di Porta Palio.

 

Greenpeace, tramite un’istanza di accesso agli atti presso la Direzione della Sezione Veterinaria e Sicurezza Alimentare della Regione Veneto, sostiene di aver evidenziato due anomalie: il 21 febbraio 2017, a fronte di uno sforamento dei limiti «non è successo nulla», mentre il 9 marzo 2017, «i limiti sono stati superati in più pozzi ma sono state comunicate ai cittadini solo alcune delle informazioni note alle Autorità».

 

I dati analitici di Arpav (l’agenzia regionale ambientale), del 21 febbraio 2017 avrebbero mostrato «una concentrazione di Pfos pari a 41 nanogrammi per litro, ben al di sopra della concentrazione consentita nell’acqua potabile in Veneto pari a 30 nanogrammi per litro». Di questo superamento, prosegue l’associazioone, non vi sarebbe traccia sui siti web dell’ente gestore, della Ausll 9 di Verona e della Regione Veneto, «nè risultano evidenze pubbliche di chiusura del pozzo inquinato».

 

Il COMUNICATO DI ACQUEVERONESI

In riferimento all’esposto presentato dagli esponenti di Greenpeace in merito agli eventi che hanno portato alla chiusura in data 9 marzo 2017, della centrale di Porta Palio a causa della presenza di Pfos con valori superiori ai livelli di performance di trattamento indicati dal Ministero della Salute nelle analisi, Acque Veronesi precisa quanto segue: 

Il 21 febbraio 2017 l’Azienda Ulss 9  ha effettuato un campione dell’acqua immessa in rete dalla Centrale Idrica di Porta Palio.

Il 9 marzo 2017 il laboratorio di analisi di Arpav ha comunicato all’Ulss 9 i risultati parziali relativi al campione effettuato.

Contestualmente l’ULss 9 ha comunicato ad Acque Veronesi la non conformità riscontrata ed ha effettuato nuovi campionamenti su tutti i pozzi della centrale di Porta Palio.

Acque Veronesi, ricevuta la comunicazione, ha provveduto all’immediata chiusura di tutta la centrale di distribuzione mettendo da subito in atto tutte le azioni correttive necessarie a garantire la fornitura d’acqua conforme ai requisiti di legge per tutta la zona. Va ricordato peraltro che i livelli di performance indicati dal Ministero della Salute per la presenza di Pfas nell’acqua potabile vanno inquadrati su base statistica con più evidenze rilevate nel tempo e non sulla base di singoli valori di superamento.

In occasione degli eventi di marzo 2017 peraltro, le comunicazioni intercorse tra gli enti Comune, Ulss 9 Regione, Consiglio di Bacino, Arpav e la Società di Gestione sono state puntuali ed esaustive; in accordo gli enti hanno anche avviato immediatamente la ricerca delle cause dell’inquinamento, interessando la Procura.

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