Nessuna
condanna
per Gian Luca Rana

21.02.2019

«Gian Luca Rana non ha subito nessuna condanna personale, né civile né penale. Sia lo stesso Rana che l’azienda non hanno utilizzato appellativi omofobi nei confronti di chiunque»: il chiarimento arriva dopo una giornata segnata dalla diffusione della notizia della sentenza della Cassazione in merito ad accuse omofobe di un ex dirigente. Una vertenza che riguarda il Pastificio Rana quale datore di lavoro.

 

Il gruppo alimentare Rana sottolinea in ogni caso con forza che il suo amministratore delegato non ha mai rivolto appellativi omofobi all’ex dipendente: «Infatti, già nel 2010 in primo grado, il tribunale aveva escluso qualsiasi condotta o atteggiamento persecutorio omofobo in capo all’azienda. Inoltre le originarie accuse di mobbing, danni alla salute, mancati pagamenti di bonus e Tfr avanzate dall’ex dirigente, sono state rigettate in primo grado, né tantomeno appellate dallo stesso». L’ex manager peraltro, specifica l’azienda, ha dichiarato davanti al giudice: «Professionalmente devo molto alla famiglia Rana». «Infatti» si prosegue «a conferma di ciò, negli anni trascorsi alle dipendenze del Pastificio ha sviluppato con successo il suo percorso di carriera». Viene sottolineato inoltre che l’ordinanza della Corte di Cassazione si basa solo su presunzioni desunte dalla testimonianza di altri due ex dirigenti fuoriusciti dall’azienda, parti in causa di pregressi contenziosi con il Pastificio. «Tutto il Pastificio Rana e in particolare Gian Luca Rana» tengono a sottolineare dal quartier generale di San Giovanni Lupatoto, «che sono profondamente rammaricati dalla strumentalizzazione di una vicenda che, è bene ribadirlo, nulla ha a che fare con il tema della discriminazione e dell’orientamento sessuale.

 

Il Pastificio, con i suoi 3200 dipendenti in 52 paesi nel mondo, rappresenta un esempio positivo di valorizzazione dell’unicità delle persone e ritiene l’eterogeneità forma imprescindibile di crescita culturale per tutta l’azienda». All’origine della vicenda la notizia in merito alla sentenza della Cassazione riguardante accuse di omofobia mosse da un ex manager, secondo il quale sarebbe stato apostrofato pubblicamente con il termine «finocchio». Da qui il chiarimento da parte dell’azienda che sottolinea appunto come il suo amministratore delegato non è stato condannato né in sede civile né in sede penale. In sostanza la vertenza riguarda il Pastificio Rana Spa quale datore di lavoro (ex art. 2087 del codice civile) ed è stata decisa sulla base di presunzioni (ex articolo 2729 del codice) derivanti appunto dalle testimonianze di due ex dirigenti fuoriusciti. Fatti che l’azienda ha sempre negato.