Nella Bassa la base
delle attività
mafiose, 7 arresti

Lo yacht «Terry» danneggiato
Lo yacht «Terry» danneggiato
12.02.2019

C’era la famiglia dei Multari - di Cutri (Crotone) ma da 30 anni residente a Zimella nella Bassa veronese - dietro le attività criminali, condotte con metodo mafioso, scoperte dal Ros dei Carabinieri che ha eseguito questa mattina 7 ordini di custodia cautelare e 20 perquisizioni tra le province di Verona, Venezia, Vicenza, Treviso, Ancona, Genova e Crotone. La famiglia Multari, ha accertato il Ros, è legata alla cosca di Nicolino Grande Aracri e composta dai fratelli Carmine, Fortunato e Domenico e dei figli di quest’ultimo, Antonio e Alberto.

 

Con questa operazione, denominata «Terry», viene evidenziata per la prima volta in Veneto, l’operatività di un gruppo criminale a connotazione mafiosa e legato da vincoli familiari, in raccordo con imprenditori locali. Il blitz di oggi è l’epilogo dell’inchiesta iniziata nel 2017 dalla Procura Distrettuale Antimafia di Venezia, che ha permesso di ricostruire diversificate attività criminali: estorsione, violenza o minaccia per costringere a commettere un reato, trasferimento fraudolento di valori, resistenza a pubblico ufficiale, incendio, minaccia, tentata frode processuale, commessi con modalità mafiose.

 

Molte sono le estorsioni nei confronti di imprenditori veneti accertate dal Ros che ha indagato anche sull’incendio dello yacht Terry mentre era ormeggiato nel porto di Alghero (Sassari). Il natante, oggetto di un contenzioni con l’ acquirente a causa di gravi vizi strutturali, doveva essere distrutto per non consentire le perizie. Domenico Multari, per impedire la procedura di vendita all’asta degli immobili sequestrati, con minacce faceva desistere eventuali parti interessate all’acquisto all'asta degli immobili, comperati poi a prezzi estremamente vantaggiosi da prestanome degli stessi Multari. Inoltre dalle indagini è emerso che imprenditori e comuni cittadini si rivolgessero a Domenico Multari per ogni tipo di problematica economica o privata, pienamente consapevoli dello spessore criminale dell'uomo, il quale se ne vantava pubblicamente, al fine di ottenere il completo assoggettamento psicologico dei suoi interlocutori.

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