Est
Vai a
Vai a

Misteriosa rapina
in una gioielleria
Ipotesi ipnosi

L'oreficieria rapinata (Dienne)
L'oreficieria rapinata (Dienne)
Francesca Lorandi 10.09.2017

«Cosa è successo? Ancora non me lo spiego. So solo che ci hanno rubato tanti gioielli. Ma non so come abbiano fatto, eppure erano qua davanti a noi... forse ci hanno ipnotizzato».

Sono ancora sotto choc Milly, titolare della gioielleria Braganza di via Frattini, a una manciata di metri dalla chiesa di San Nicolò, e la mamma che in questo negozio storico, fondato nel 1945, ci ha trascorso una vita.

Mercoledì mattina qualcuno è entrato nella gioielleria e ha rubato dal caveau molti preziosi. Questa è l’unica certezza. Il resto è affidato alla ricostruzione che le due donne hanno fornito ai poliziotti, arrivati in via Frattini con un’ambulanza, che ha soccorso la mamma della titolare. I sospetti, al momento, si concentrano su quattro persone che quella mattina si sono intrattenute per ore dentro al negozio.

 

DUE COPPIE E LA CONFUSIONE

«Alle dieci e mezza è entrato un uomo con una ragazza», racconta Milly. «Erano vestiti bene, eleganti», ricorda, «lui mi sembrava originario dall’Est Europa ma parlava bene l’italiano, usava anche delle espressioni in dialetto». Volevo acquistare un gioiello per il fratello, «e mentre mi spiegava cosa stava cercando, sono entrate due ragazze che si sono sedute sui divanetti».

«Sembrava che le due coppie tra loro non si conoscessero», ricorda Milly, «continuavano a parlare, anche a voce alta, facendo confusione e mettendoci in difficoltà».

Ed erano pure clienti difficili. «Le due ragazze cercavano un orologio, alla fine ne hanno acquistato uno da 50 euro, pagato in contanti. Ma gli altri due alla fine se ne sono andati a mani vuote: lui ha chiesto di mettergli da parte un gioiello qualche minuto perché doveva andare a prelevare, poi è tornato e stava al telefono, entrava e usciva continuamente». Sono confusi i ricordi di quelle due ore. Durante le quali, sono convinte le due donne, sarebbe avvenuto il furto.

«Quando tutti e quattro se ne sono andati, verso le 13, abbiamo tirato un sospiro di sollievo, eravamo esauste», ricorda la mamma della titolare con le lacrime agli occhi. Anche Lizzy era strana: in tutto quel tempo non aveva mai abbaiato una volta, era rimasta in un angolo zitta.

 

LA SCOPERTA

«Abbiamo chiuso il negozio, siamo andate in piazzetta San Nicolò a mangiare qualcosa, molto poco perché eravamo stordite, avevamo una forte nausea». Quaranta minuti di pausa e poi il rientro in gioielleria. E la drammatica sorpresa. «Sono andata nel caveau», racconta Milly, «e ho visto che mancavano molti gioielli: eppure non c’erano segni di forzature né sulla porta d’ingresso né in quella del caveau, che era stata chiusa con una chiave della quale solo noi conosciamo il nascondiglio». 

Condividi la notizia