L’ospite d’onore Alba Parietti
«In sella mi sentivo libera»

Alba Parietti circondata dai fan sale sulla moto ripresa da cameramen e fotografi
Alba Parietti circondata dai fan sale sulla moto ripresa da cameramen e fotografi
D.CA. 18.01.2019

«Amo Verona perché a questa città mi legano dolci ricordi, penso al mio matrimonio e ai tempi magici dei Gatti di Vicolo Miracoli». Parla Alba Parietti, ospite d’onore della serata «Vernice e benzina» che ieri sera alla Gran Guardia ha concluso la prima giornata di «Motor bike Expo». Capelli ramati, collana che scivola sulla camicetta trasparente, blusa nera con pelliccia e stivaletti in coccodrillo tacco dodici, l’attrice ricorda, anche se non lo nomina, l’ex marito Franco Oppini (matrimonio nel 1981, divorzio nel 1997) e prima ancora gli anni del «Ciao», il ciclomotore dell’adolescenza.

 

«Quando partivo in sella al mio motorino mi sembrava di andare alla scoperta del mondo, era come conquistare la libertà, l’autonomia, l’indipendenza». E aggiunge che «le moto mi hanno sempre affascinata e per anni ho desiderato una moto vera, che però non mi sono mai concessa, per un’infinità di motivi, in testa a tutti i mamma e papà che non volevano proprio saperne...».

 

Poi davanti alla folla di appassionati intona «motocicletta dieci accapì» e salta in sella alla Ducati Panigale personalizzata da Luca Pozzato. E’ una serata dedicata ai ricordi. Così anche il presidente di Veronafiere Maurizio Danese racconta la sua prima esperienza motociclistica. «Avevo già compiuto i 35 e mi portavo dentro la delusione per i divieti dei miei genitori che avevano sempre respinto le mie richieste giovanili. Così ho deciso e mi sono concesso prima un grosso scooter, che poi ho sostituito con due grosse moto Custom, prima di 800 e poi di 1900 cc. Davvero molto potenti. Le ho usate poco, solo il primo anno, poi sono tornato allo scooter, ma ogni volta che attraverso un incrocio penso alla possibilità che qualcuno mi tagli la strada e allora preferisco lasciarlo in garage».

 

La serata era condotta da Omar Fantini, che più volte ha chiamato sul palco il sindaco Federico Sboarina. Che difficilmente avrebbe potuto partecipare visto che proprio il giorno prima era stato sottoposto a un leggero intervento oftalmico. Molti applausi per l’organizzatore Francesco Agnoletto, che ha festeggiato con Paola Somma i venticinque anni di imprenditorialità di successo nel comparto fieristico motociclistico, di cui Motor Bike Expo rappresenta il fiore all’occhiello. Classe 1965 e appassionato di cross fin dall’età di 13 anni, racconta che «la passione per le moto ha cominciato a conquistarmi nel 1978, partecipando a qualche gara di motocross». Va tutto bene. Fino a quando prende troppa confidenza e nel 1987 gli capita un brutto incidente con la Ducati del fratello Luca.

 

Si schianta e resta in ospedale sei mesi, con le ossa rotte. Fortunatamente se la cava e la passione rimane. Impiega cinque anni per spazzare via il brutto ricordo e nel 1992, anno del matrimonio con Paola, decide che il viaggio di nozze l’avrebbe fatto in moto. Torna in sella e comincia a guardarsi intorno. Frequenta raduni, visita fiere. L'ispirazione vincente arriva nel 1993. Organizza la prima fiera a Padova, poi emigra a Verona dove «Motor bike Expo» decolla. Il matrimonio si spegne e i due si separano. Ma resiste l’intesa con l’ex moglie Paola e il figlio Federico. Insieme continuano a organizzare fiere e mostre. Ogni anno Agnoletto aggiunge un ingrediente nuovo alla sua manifestazione. «Non bisogna mai stancarsi di guardarsi intorno, incuriosirsi, girare il mondo, vedere che cosa succede fuori casa. E non faccio fatico a farlo perché ho avuto la fortuna di trasformare la mia passione in lavoro». 

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