Ikea a vantaggio di pochi? Grigolini sbaglia i conti

Silvino Gonzato 08.06.2018

Il "Popolo della famiglia", ma non le famiglie - scrive la Olga - indirizza nuvolette d’incenso verso il sindaco Sboarina e l’assessora Pippi Calzelunghe Segala per aver tirato un frego sull’Ikea che avrebbe dovuto sorgere alla Marangona. Il presidente Grigolini, manovrando il turibolo, sostiene che l’amministrazione comunale ha avuto «il coraggio di fermare sul nascere un’azione a danno di molti e a vantaggio di pochi». Se è davvero così, mi sono detta, che caspita sarebbe venuta a fare l’Ikea a Verona? A smenarci? Siccome l’Ikea non è una molonara ma una multinazionale presente in quasi tutto il mondo, avevo pensato, forse ingenuamente, che avesse fatto i suoi conti prima di decidere di aprire nella nostra città. Ma poi, mentre stavo taiàndo le pónte alle tegoline, ho pensato che a non fare i conti o a farli sbagliati potesse essere stato il Grigolini. Perché quel «a danno di molti e a vantaggio di pochi» non mi tornava. Mi sono chiesta chi sarebbero stati i «pochi» e, rumando nel me sarvèl stagionà, mi sono immaginata che tra questi ci sarebbe stata l’Ikea che però il vantaggio lo avrebbe tratto dalle vendite, dalla gente che sarebbe andata a comprare. La Marangona sarebbe stata invasa dai 4 agli 8 milioni di automobili all’anno, secondo le stime di Bertucco, fatte proprie dal Comune. Quindi il vantaggio sarebbe stato anche di chi avrebbe comprato, cioè di molti, anzi di moltissimi. Ma anche gli artigiani ci avrebbero guadagnato perché l’Ikea avrebbe dato lavoro a molti di loro. Buttando poi il discorso sulla santificazione domenicale, Grigolini ha detto che l’Ikea avrebbe costretto centinaia di persone a lavorare anche durante le feste, schiavizzandole. Giusta la santificazione. Visto che sarebbero stati in ballo mille posti di lavoro, ho pensato che molti disoccupati avrebbero sdegnosamente rifiutato l’assunzione perché è meglio la miseria che sgobbare di domenica. Ma anche sottraendo i mille che avrebbero fatto il gesto dell’ombrello, l’equazione "vantaggi di pochi-svantaggi di molti" continuava a non tornarmi. Pensavo infatti alle strade che l’Ikea avrebbe costruito come opere compensative. A vantaggio di pochi, perché i milioni di automobilisti vi avrebbero preferito la scaessagne. • © RIPRODUZIONE RISERVATA