Governo, Verona punta a due

Palazzo Chigi a Roma: è la sede della Presidenza del Consiglio
Palazzo Chigi a Roma: è la sede della Presidenza del Consiglio
Enrico Giardini 12.05.2018

Governo giallo-verde targato Lega e Movimento 5 Stelle: Verona punta a due ministri. A ruoli di peso in questo imminente esecutivo - il presidente della Repubblica Sergio Mattarella dovrebbe assegnare l’incarico a un presidente del Consiglio, per formarlo - nascente da un’alleanza inedita. Un’intesa tra la Lega di Matteo Salvini e il Movimento 5 Stelle di Luigi Di Maio, con astensione benevola di Silvio Berlusconi, il leader di Forza Italia, e si vedrà l’atteggiamento di Fratelli d’Italia. FI e FdI sono i due alleati di Salvini rimasti fuori da questo accordo, che matura con intese su reddito di cittadinanza, flat tax, no legge Fornero sulle pensioni, immigrazione. CARROCCIO FORTE. Comunque l’asse Salvini-Di Maio - che provoca scossoni e rischi di rottura nel centrodestra, ma mette alla prova anche il Movimento 5 Stelle che sinora non si era mai alleato - crea le condizioni per una presenza veronese. È della nostra città Lorenzo Fontana, 38 anni, vicesindaco in uscita essendo stato eletto deputato, vicepresidente della Camera, vicesegretario federale della Lega. È un braccio destro di Salvini, come l’altro vicesegretario federale, il lombardo Giancarlo Giorgetti, tra i papabili per la presidenza del Consiglio. Fontana è uomo forte della Lega e per nove anni ha condiviso con Salvini l’incarico di parlamentare europeo. Laureato in scienze politiche e in storia, Fontana è considerato l’ideologo della nuova Lega salviniana, sovranista, identitaria, vicina alla destra francese di Marine Le Pen, ma anche al leader russo Putin. Una Lega anti-euro, meno nordista, ormai partito nazionale. Fontana è in prima fila per un ruolo di Governo, che potrebbe essere quello di ministro della difesa. Sono girate voci anche le voci di un incarico, per lui, come sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Di certo è difficile che resti solo deputato. L’ALTRO LEGHISTA. Nel mondo leghista veneto è girato poi un altro nome di veronese per un incarico governativo di altissimo livello: è quello di Luca Coletto, 57 anni, da otto anni assessore alla sanità della Regione Veneto, guidata dal presidente leghista Luca Zaia. In pratica, considerando che tre quarti del bilancio regionale vanno alla sanità (nove miliardi) e il livello regionale del settore, l’incarico a Venezia è paragonabile a un ministero. E per Coletto si è vocifera proprio di un incarico come ministro della sanità. CARICA PENTASTELLATA. Sul fronte del Movimento 5 Stelle Verona potrebbe pure avere qualche opportunità di posti di altissimo livello. I due deputati scaligeri eletti, confermati il 4 marzo scorso dopo cinque anni alla Camera, sono Mattia Fantinati, 43 anni, e Francesca Businarolo, 35 anni. Il più vicino a Luigi Di Maio è Fantinati, ingegnere, nella scorsa legislatura attivo nella commissione attività produttive, commercio e turismo. Il suo nome sarebbe possibile pure come ministro. Lui dice: «Per ora parliamo solo di programmi». Si saprà presto l’incarico al presidente, dunque. Ma, forse mai come stavolta, Verona potrebbe avere un ministro. L’ultimo fu Gianni Fontana, della Dc, ministro dell’agricoltura dal 28 giugno 1992 al 28 aprile 1993, cioè fino a 25 anni fa. Ora potrebbe esserci un altro Fontana, Lorenzo. • © RIPRODUZIONE RISERVATA