Farah a Roma,
ora si valuta dove
ospitare la giovane

Farah all'ambasciata italiana pakistana
Farah all'ambasciata italiana pakistana
A.V.23.05.2018

Farah, la diciannovenne che ha denunciato di essere stata costretta ad abortire in Pakistan, dove i genitori l’avrebbero portata con la scusa di un matrimonio di famiglia, prima di tornare in città e poter riabbracciare Cristian, il suo ragazzo, dovrà fermarsi qualche ora a Roma. E poi ci sarà da stabilire quale sia il grado di sicurezza da garantire alla giovane.

Infatti la studentessa ha raccontato di aver vissuto un dramma, segregata, con i passaporti distrutti dai genitori per non permetterle di rientrare in Italia. Sia l’aborto che la distruzione dei documenti è stata confermata dalle autorità pakistane all’ambasciata italiana. Ma in Italia la situazione è diversa. Agli atti risulta la sua denuncia al padre (ora in Pakistan) per maltrattamenti, precedente a questa vicenda. Su di lei approfondirà la nostra Procura.

Farah è maggiorenne e quindi libera di decidere dove stare. Il Comune, attraverso l’assessore ai Servizi sociali Stefano Bertacco, si è già messo a disposizione per l’accoglienza. Ma potrebbe essere il Viminale a stabilire se la ragazza abbia bisogno di una protezione da parte delle forze dell’ordine, e suggerire anche alla ragazza quale sia la sistemazione più appropriata per la sua sicurezza. 

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