Ancora 20mila alunni da vaccinare

Una bimba viene vaccinata in ambulatorio. La profilassi è indispensabile per andare a scuola
Una bimba viene vaccinata in ambulatorio. La profilassi è indispensabile per andare a scuola
Laura Perina 06.09.2018

Nelle scuole veronesi sta per suonare la prima campanella e inizia la conta dei «non in regola». A oggi è in vigore la legge 119 del 31 luglio 2017 che prevede l’obbligo di dieci vaccini per l’iscrizione a scuola, pena l’esclusione per gli alunni fino ai 6 anni (nidi e scuole dell’infanzia) e sanzioni da 100 a 500 euro per le famiglie dei ragazzi da 6 ai 16 anni (elementari, medie e superiori). Si riparte il 12 settembre e, nel caos vaccini, l’unica certezza è che le porte delle scuole materne rimarranno sbarrate per tutti i bambini non in regola con la profilassi. Gli asili nido hanno ricominciato lunedì e in quelli comunali, fa sapere l’assessore all’Istruzione Stefano Bertacco, erano 8 i piccoli senza le certificazioni necessarie per poter entrare in classe. Un caso si è risolto in giornata, altri 7 rimangono in sospeso e quegli alunni sono ancora a casa. Comunque, fra comune capoluogo e provincia, sono circa 2.500 i bimbi da 0 a 6 anni non in regola con la profilassi. Il 4 per cento del totale. Anche se, va precisato, nella cifra rientrano i bimbi immunodepressi esonerati dal vaccino. In Veneto sono 81mila gli inadempienti, quanti cioè non hanno ancora eseguito la profilassi. Di questi, 62mila senza l’appuntamento e 18mila con appuntamento. I dati sono di luglio. Ma secondo gli esperti della Ulss 9 valgono anche per agosto, mese di ferie in cui cala drasticamente la richiesta di colloqui e appuntamenti per la vaccinazione. A fornire i numeri della Scaligera sono la direttrice del dipartimento di Prevenzione, Linda Chioffi, il direttore del Sisp Antonio Maggiolo e il direttore dell’unità operativa Profilassi e Malattie Infettive, Maurizio Foroni. Fra maggio a luglio, la Scaligera ha eseguito 1.158 profilassi. «Secondo il report della Regione, siamo l’azienda sanitaria veneta che percentualmente ha dato più appuntamenti» spiegano. E l’agenda è piena fino a dicembre. Ma nel nostro territorio gli inadempienti sono ancora 19.847, di cui 6.436 (il 32,4 per cento) hanno preso appuntamento col distretto per la vaccinazione. Gli inadempienti da zero a 6 anni sono 3.835. Di questi, 1.440 con appuntamento e, si suppone, tutta la documentazione necessaria all’iscrizione: la conferma dell’appuntamento con la Asl o la ricevuta della Pec con cui è stata inoltrata la richiesta. Anche se il condizionale è d’obbligo, perché l’appuntamento non è garanzia di vaccino effettuato. «Alcune famiglie ci “giocano“ e continuano a prorogarlo», spiegano dalla Ulss. Per gli altri scatterà l’esclusione da scuola, col posto congelato per un certo tempo, previo pagamento della retta. «Si tratta dello zoccolo duro. Figli dei No-Vax», spiegano. La Ulss sollecita i genitori con due raccomandate, cui alcuni rispondono «con lettere filosofiche, cui allegano un ciclostilato che dovremmo sottoscrivere, garantendo che al bambino non capiterà nulla dopo il vaccino, nemmeno un ponfo o qualche linea di febbre». Mancano all’appello anche 18mila ragazzi dai 6 a 16 anni. Studenti dell’obbligo per i quali, se privi di certificato vaccinale, non è prevista l’esclusione dalla classe ma una multa. E resta da capire come applicare le sanzioni. In teoria la emette la Ulss e spetta al sindaco applicarla. «Ma è uguale per tutti? E se a un ragazzo manca una sola dose?». La Regione, stimolata dalle aziende sanitarie, ha inviato una bozza di progetto al ministero della Salute. «Chiediamo indicazioni operative. Le multe amministrative della Asl vanno al Comune ma pare che questa vada al ministero. E se il Veneto avrà l’autonomia, i proventi andranno a Venezia?». • © RIPRODUZIONE RISERVATA