Città Agsm, i primi 120 anni di storia e sfideCittà | Città

Agsm, i primi 120 anni di storia e sfide

Michele Croce* 08.11.2018

* C’è una presenza costante nella vita dei Veronesi. Da oltre un secolo. Una presenza quotidiana, così familiare che la diamo per scontata, quasi banale. E’ l’energia. L’elettricità che utilizziamo; il gas che ci dà calore; l’acqua pulita che beviamo. Per noi, per i nostri figli, sono cose normali che non meritano più di un pensiero. E soltanto nel momento in cui si scarica il telefonino o salta, per pochi istanti, un contatore. Non è stato sempre così. Anzi. 120 anni fa – quando è stata fondata l’Azienda Elettrica Comunale, nell’agosto del 1898, il primo mattone di quella grande costruzione che è oggi l’Agsm – erano “vere” conquiste. Di più: erano il segno tangibile che la nostra comunità usciva da un’era di “buio”. Quella prima luce elettrica - che accendeva allora, poco più di lumini- portava in sé la grande forza della speranza di un futuro migliore. Quella di Agsm - e con essa quella di Verona - è una Storia di cui dobbiamo essere orgogliosi. Perché dal 1898 in avanti questa Città, la sua gente, i suoi amministratori – un nome su tutti, Danilo Andrioli, recentemente scomparso - hanno saputo costruire una realtà che non soltanto ha garantito quell’energia e quei servizi che oggi sembrano normali, ma lo hanno fatto ponendosi all’avanguardia coinvolgendo le migliori intelligenze e competenze, distinguendosi per tensione innovativa, per capacità tecnica, per visione di lunghissimo periodo. Pensate soltanto a quanto accaduto alla fine della seconda guerra mondiale a Verona: in poco più un anno e mezzo la rete dell’energia, andata distrutta in centinaia di punti diversi, era nuovamente operativa e garantiva ai Veronesi luce e calore, ed alle industrie l’energia indispensabile per azionare i macchinari. In diciotto mesi una città completamente a terra è ripartita grazie alla sua azienda pubblica ed ai suoi tecnici. Non sono cose scontate o banali, tutt’altro. Immaginatevi senza luce, senza acqua corrente, senza gas. Per un giorno, per due giorni... cosa accadrebbe? Cosa diventeremmo? Rispondere positivamente a queste domande è il compito che le donne e gli uomini di Agsm affrontano quotidianamente. Lo fanno, lo facciamo, guardando alle nuove sfide energetiche ed ambientali che contraddistinguono il nostro tempo. La generazione precedente ha avuto il compito di ricostruire il Paese e di renderlo grande; la nostra ha il dovere di preservarlo e di consegnarlo il più possibile intatto alla prossima. C’è una sfida ambientale che sta cambiando il clima ed il volto del nostro mondo. L’uragano tropicale che ha messo in ginocchio la montagna veneta appena pochi giorni fa è il segno concreto di quanto velocemente stia mutando il nostro habitat. Connessa alla sfida ambientale c’è quella energetica. Dobbiamo uscire dall’era del carbon fossile e dei suoi derivati. Dobbiamo puntare alle fonti rinnovabili, al riutilizzo dei materiali, alla lotta agli sprechi. E’ una sfida immensa. Verona però può contare su una sua Azienda che è nata da queste tematiche e che non le ha mai abbandonate, anche quando carbone, gas e petrolio non venivano posti in discussione per i loro effetti sul riscaldamento globale. Agsm è nata con le fonti rinnovabili; è cresciuta conquistando primati e mantenendo un presidio forte e competente. Crede nelle rinnovabili. E continua a progettare nuovi sviluppi come il programma integrato di mobilità elettrica, Electrify Verona, preso a modello nel resto d’Italia. Agsm crede nel lavoro e nell’ingegno dei Veronesi e prossime iniziative lo confermeranno. Agsm accetta la sfida dei nostri tempi e opera per soluzioni concrete perché, come diceva Sua Santità Paolo VI: «Il pericolo non viene né dal progresso né dalla scienza: questi, se bene usati, potranno anzi risolvere molti dei gravi problemi che assillano l’umanità». In questo Speciale de L’Arena troverete la storia di Agsm, le immagini, le eccellenze che migliaia di Veronesi hanno costruito con il loro lavoro. Dobbiamo, tutti noi, rivolgere un ringraziamento a queste persone che, in silenzio, lavorando duramente, talvolta in condizioni ambientali difficilissime (pensate alle difficoltà della costruzione di una delle più grandi dighe italiane in montagna), hanno garantito il nostro benessere e garantiranno quello delle prossime generazioni. *presidente Agsm