Agsm-Aim, si parte con la firma dei sindaci Tre punti da chiarire

I sindaci di  Verona Sboarina e di  Vicenza Rucco firmano a Palazzo Barbieri la lettera per l’aggregazione
I sindaci di Verona Sboarina e di Vicenza Rucco firmano a Palazzo Barbieri la lettera per l’aggregazione
Enrico Giardini 08.02.2019

Servizi sempre più efficienti e obiettivo «bollette meno care» di energia elettrica, gas, rifiuti, teleriscaldamento. Parte con questi obiettivi - o meglio, riparte, dopo due anni - il processo di aggregazione tra Agsm Verona e Aim Vicenza, di proprietà dei rispettivi Comuni. Si punta a creare un’azienda più forte e più competitiva sul mercato dei servizi pubblici, ma soprattutto ad avvantaggiare i destinatari finali, i cittadini. Per questo via al tavolo di lavoro tecnico. È quanto i sindaci di Verona Federico Sboarina e di Vicenza Francesco Rucco hanno ribadito firmando, a Palazzo Barbieri, la lettera d’intenti per procedere con l’aggregazione «nel minore tempo possibile». Dopo i passaggi nelle giunte i due primi cittadini hanno messo nero su bianco insieme la firma per lavorare all’aggregazione, partita nell’ultima fase dell’Amministrazione Tosi per Verona e di quella Variati per Vicenza e poi “congelata”. Ora Sboarina - eletto nel giugno 2017 - e Rucco - in carica dall’estate scorsa - entrambi di centrodestra, riprendono il filo. Agsm produce e distribuisce energia elettrica ed eolica e geotermica, teleriscaldamento, vende gas e attraverso l’Amia, di sua proprietà, gestisce raccolta e smaltimento dei rifiuti. Si occupa anche di illuminazione pubblica. È socia di maggioranza di Acque Veronesi. Aim Vicenza si occupa pure di servizi energetici e poi dei rifiuti e della gestione di sosta e parcheggi e anche di manutenzioni del patrimonio comunale e di telecomunicazioni. Poi di servizi cimiteriali e illuminazione pubblica. Agsm opera su un bacino di circa 450mila abitanti e ha ottenuto nel 2018 un fatturato di 427 milioni. Aim serve oltre 200mila abitanti, con un fatturato di 270 milioni. «Con il sindaco Rucco c’è sintonia e ora ci sono tutte le condizioni per definire il percorso aggregativo», dice Sboarina. «Puntiamo a una società che giochi in difesa, valorizzando gli ottimi risultati raggiunti da entrambe», dice, «ma anche in attacco, per competere su mercati sempre più aggressivi. Puntiamo in alto, per realizzare un polo energetico e di servizi tra i più importanti del Paese, con ricadute positive sul territorio e vantaggi per i cittadini. È un percorso propedeutico ad altri interessanti scenari che potrebbero presentarsi in futuro». Tra gli scenari l’ipotesi - emersa nei giorni scorsi - di un’intesa con Ascopiave, che opera anzitutto nel Trevigiano. Anche se questa multiutility sta lavorando a un riassetto del proprio business e soprattutto in pole position ci sono aziende come Edison, Engie, A2A, Alperia, E.On, Eni e la cordata veneta Vivigas-Bluenergy. Anche se - presenti il presidente di Agsm Michele Croce e l’amministratore unico di Aim Gianfranco Vivian e il direttore Dario Vianello - i due sindaci puntano a un passo alla volta. A non perdere di vista l’obiettivo primario: la maggiore efficienza, «vantaggi economici per il territorio e i cittadini, con bollette meno care laddove è possibile, il che è la “mission” di una società di pubblici servizi», spiega Rucco. Ricordando che «i tecnici sono già al lavoro affinché l’operazione sia conveniente per entrambe le società». Sul piatto del tavolo di lavoro ci sono numerose stime da compiere. Anzitutto sui valori delle due aziende da accorpare, e quindi sul concambio che sinora, fatto 100, era 58 per Agsm e 42 per Aim, «anche se questi erano i valori fissati all’inizio e ora potrebbero cambiare», dice Rucco. Che poi cita, tra i punti da definire, l’organizzazione e la governance. C’è anche il nodo-Amia: il Comune intende bandire una gara per cedere a privati il 30% dell’attività e ciò incide sul valore dell’azienda. Si occuperà di tutto un advisor per gli aspetti legali, industriali e finanziari. La fusione dovrà basarsi su una «valutazione di concambio rigorosa, fondata esclusivamente su analisi finanziarie certificate, su una governance equilibrata e su un piano industriale e di sviluppo strategico condivisi». Due anni si fa si ipotizzò la presidenza a Verona e la vicepresidenza a Vicenza e due amministratori delegati. Ora potrebbe profilarsi una presidenza, un solo amministratore e un cda di sette membri, in maggioranza veronesi. •