West Nile virus, morto un veronese

Il virus della febbre del Nilo è veicolato da una particolare zanzara. Sono rari e i casi gravi
Il virus della febbre del Nilo è veicolato da una particolare zanzara. Sono rari e i casi gravi
02.08.2018

È un anziano veronese la prima vittima della febbre da West Nile, trasportata dalle zanzare infette: aveva 86 anni, risiedeva in un Comune della Bassa veronese ed era ricoverato al Mater Salutis di Legnago ed era stato colpito dlala forma neuroinvasiva del virus. Sono 19 finora i casi di febbre da West Nile registrati in Veneto come spiega l’assessore regionale alla Sanità, Luca Coletto. «Sono addolorato per la morte di questa persona e rivolgo le condoglianze ai famigliari - aggiunge Coletto - ma corre l’obbligo di ricordare, per non accendere timori ingiustificati, che gli esperti indicano che un evento così grave si verifica nello 0,1% dei casi di infezione». L’infezione sta dilagando tra il ferrarese, il rodigino e ora è arrivata nella Bassa veronese. «Dall’inizio di giugno la Direzione regionale Prevenzione ha posto un’attenzione particolare alla sorveglianza e al controllo delle malattie trasmesse da vettori attivando tutti i soggetti interessati, in primis le Aziende Ulss», aggiunge Coletto. «Con una nota inviata il 30 luglio dalla stessa Direzione l’attenzione al verificarsi di casi di infezione umana da West Nile è stata elevata ai massimi livelli e il Piano regionale Vettori 2018 è attuato in ogni sua parte». Il virus West Nile viene trasmesso attraverso la puntura di zanzare infette del genere Culex, che si sviluppano in zone rurali e urbane sovrapponendosi alle zanzare tigre, con cui condividono molti focolai larvali. La nota inviata dalla Direzione Prevenzione regionale alle Aziende Ulss raccomanda di «rafforzare ulteriormente la vigilanza e la valutazione dell’efficacia degli interventi di disinfestazione effettuati dai Comuni». «Le misure di controllo del vettore sono al massimo – garantisce Coletto – e, al verificarsi di ciascun caso umano, sono prontamente attivati interventi di disinfestazione supplementari come indicato dal Piano Vettori 2018. Ogni Pronto soccorso e ogni ospedale del Veneto – aggiunge l’assessore – tengono la guardia alta e sono in grado di diagnosticare e curare velocemente i casi che dovessero presentarsi». «Alla gente – è questo l’appello di Coletto – chiediamo non paura ma attenzione e collaborazione, perché anche semplici comportamenti singoli sono importantissimi, come proteggersi con uno dei tanti efficaci repellenti disponibili ed evitare accumuli d’acqua stagnante nei giardini e nei sottovasi di fiori, dove le zanzare depongono le uova e proliferano». CONSIGLI. La nota della Regione alle Ulss contiene numerosi altri consigli utili: all’aperto, dal crepuscolo in poi, indossare indumenti di colore chiaro che coprano la maggior parte possibile del corpo, come pantaloni lunghi ed abiti a manica lunga; usare repellenti cutanei per uso topico prestando alle indicazioni per l’uso riportate; cercare, nei limiti del possibile, di alloggiare in ambienti climatizzati o comunque dotati di zanzariere alle finestre; in caso di presenza di zanzare all’interno dei locali, utilizzare spray a base di Piretro o altri insetticidi per uso domestico, oppure diffusori di insetticida elettrici, aerando bene i locali prima di soggiornarvi. LA MALATTIA. Tra i tanti casi rilevati finora, solo questo di Legnago veniva classificato come «grave» in un paziente molto anziano, ossia presentava un quadro clinico che sarebbe potuto evolvere in encefalite. La malattia, provocata dal virus veicolato da alcune zanzare, nell’80% dei casi non presenta sintomi, nel 20% causa febbre simile a una leggera influenza e nello 0,1% può evolvere in forma più grave. Alcuni casi sono stati segnalati anche in Europa: Grecia, Austria e Serbia. •

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