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Ucciso da un gancio
sul lavoro, Ioan stava
per diventare padre

Ioan e con il pancione della compagna (da Fb)
Ioan e con il pancione della compagna (da Fb)
Fabio Tomelleri 10.09.2017

Poco dopo mezzogiorno un urlo lacerante ha rotto il silenzio attonito di chi era accorso sul luogo dell’incidente sul lavoro.

«Voglio vedere Ioan», ripeteva tra le lacrime Simona, 22 anni, la compagna di vita del 32enne Ioan Craiu, rimasto ucciso da un gancio che lo ha colpito alla testa.

Simona, una volta entrata nell’acciaieria «Nlmk» di Vallese di Oppeano, attorniata da persone amiche, si è disperata apprendendo che per quel ragazzo, suo compagno di vita e padre del bambino che porta in grembo, non c’era più nulla da fare.

In base a una prima ricostruzione Craiu, alle 10.20, assieme ad un collega stava eseguendo una manovra all’interno di un forno destinato alla prima fusione delle leghe di ferro. Per cause ancora in fase di accertamento, uno dei ganci utilizzati per sollevare il coperchio del manufatto, su cui sono installati i bruciatori, durante l’operazione si è sganciato improvvisamente, andando a colpire Craiu alla testa.

Ioan Craiu e la compagna Simona da mesi stavano vivendo con ansia e gioiosa attesa l’arrivo del loro primogenito, come testimoniano anche le diverse foto che entrambi hanno pubblicato sui loro profili Facebook. Diverse immagini, difatti, ritraggono papà Ioan mentre abbraccia la sua Simona con il pancione. Una favola che, purtroppo, si è interrotta bruscamente ieri mattina.

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