Rogo a Oppeano
L'Ulss al sindaco:
«Non c'è diossina»

Il fumo dell'incendio era visibile a chilometri di distanza
Il fumo dell'incendio era visibile a chilometri di distanza
15.05.2018

Sono terminate nella notte le operazioni di spegnimento del vasto incendio divampato ieri pomeriggio nel deposito di un colorificio di Oppeano, che ha distrutto l'immobile, provocato un'altissima colonna di fumo visibile da gran parte della provincia e preoccupato cittadini e istituzioni per la salute pubblica.

I vigili del fuoco, intervenuti in massa, torneranno in giornata per alcuni sopralluoghi sull'area.

Ieri il deposito di circa 700 metri quadrati, situato nel retro dell’azienda, di recente costruzione, è collassato a causa del calore. Fortuna ha invece voluto che lo stabilimento dove avviene la produzione non sia stato intaccato dalle fiamme, preservando perciò il grosso dalla ditta, estesa su 2mila metri quadrati, davanti alla quale si trovano anche lo spaccio e la casa dei proprietari, i tre fratelli Feroni.

 

Una ditta a conduzione familiare, con 18 dipendenti, che lo scorso anno ha festeggiato 40 anni di attività, durante i quali non si sono mai verificati incidenti. Difficile ieri, con lo spegnimento ancora in corso, chiarire le cause che hanno innescato l’incendio.

 

NESSUN ALLARME DIOSSINA

La buona notizia è stata comunicata questa mattina al sindaco di Oppeano Pietro Giaretta da parte dell'Ulss: l'incendio non ha lasciato tracce di diossina nell'ambiente. Inoltre il maltempo ha aiutato a far pulizia: il vento ha disperso la nube di fumo e la pioggia ha eliminato eventuali residui. Pertanto il sindaco ha revocato l'ordinanza di ieri con la quale consigliava di tenere porte e finestre chiuse e di evitare l'accensione di condizionatori d'aria. Rimane invece il consiglio di lavare bene la verdura e gli altri prodotti degli orti. 

 

Già ieri  i tecnici dell'Agenzia regionale per la prevenzione e la protezione ambientale del Veneto (Arpav) avevano dislocato, sia nei pressi dell'azienda che in altri punti di Oppeano e nei paesi vicini, dei rilevatori per accertare il tipo di sostanze e polveri sprigionate dal rogo. I sindaci in via precauzionale, come era avvenuto lo scorso aprile a Povegliano, ieri avevano emesso un’ordinanza con consiglia alla popolazione.

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