Sistemato il centro profughi Il Cas potrà riaprire i battenti

Il Centro di accoglienza straordinaria di San Vito chiuso a luglio
Il Centro di accoglienza straordinaria di San Vito chiuso a luglio
Fabio Tomelleri 29.08.2018

Il Centro di accoglienza straordinaria (Cas) di San Vito di Legnago è pronto a riaprire i battenti. Sono stati infatti portati a termine in una settimana i lavori di manutenzione straordinaria di «Villa Verdiana». Ovvero la struttura gestita dall'associazione «Xenia ospitalità» di Grosseto, che fino allo scorso luglio accoglieva una cinquantina di richiedenti asilo per conto della Prefettura. L'attività del centro era stata sospesa il mese scorso dopo che gli ispettori del ministero dell'Interno avevano rilevato irregolarità dal punto di vista igienico-sanitario nel più affollato dei quattro Cas attivi in città. Sarà quindi la Prefettura, nei prossimi giorni, a verificare il ripristino delle condizioni di utilizzo del centro di accoglienza, che potrebbe quindi ricominciare l'attività nel mese di settembre. Le criticità emerse dall'ispezione riguardavano soprattutto sporcizia, tubature intasate e detriti presenti in alcuni dei bagni a servizio della villa. Per questo motivo, l'autorità prefettizia, dopo aver trasferito i profughi in altri Cas del territorio, aveva concesso ai gestori alcune settimane di tempo per poter effettuare gli interventi necessari a riattivare la struttura. «Nonostante il periodo delle ferie estive», evidenzia Mauro Andreini, presidente di Xenia ospitalità, «siamo riusciti a trovare un'impresa edile disponibile a sistemare l'immobile in tempi record». Andreini sottolinea: «Al momento di riparare gli scarichi dei bagni, gli operai hanno trovato che gli stessi erano stati riempiti con ogni sorta di rifiuti, compresi pezzi di metallo. Tutto ciò come forma di protesta di una parte dei profughi ospitati nella struttura. Altri problemi erano legati invece all’usura delle tubature di cui è dotata la casa». Per quel che concerne gli interventi effettuati, Andreini rimarca: «Oltre a ripristinare le condotte di scarico dei bagni, abbiamo ampliato la superficie piastrellata delle pareti della cucina, incrementando le condizioni igieniche del locale». «La sistemazione della struttura», prosegue il presidente, «ha compreso la tinteggiatura, sia esterna che interna, dell’intero complesso. Complessivamente sono stati spesi circa 20mila euro, anche se attendiamo il conto finale dell'impresa». Il presidente di «Xenia» sottolinea: «La celerità degli interventi dimostra la nostra buona volontà nella gestione del centro. Tuttavia vi sono problemi dovuti all'età del complesso che abbiamo già evidenziato al custode designato dal Tribunale per occuparsi della villa, visto che è in corso una causa legale riguardante la proprietà». Tra le criticità di cui l'associazione chiederà conto ai responsabili dello stabile vi sono quelle legate all'impianto di riscaldamento, che funziona al 50 per cento, così come quelle relative all'impianto elettrico. «Del resto», prosegue Andreini, «si tratta pur sempre di una struttura che è stata realizzata nel 1965». Infine il presidente dell'associazione annota: «Attendiamo a giorni la verifica della Prefettura per poter riaprire il Cas. Non nascondo che siamo passibili di una sanzione per le irregolarità riscontrate nell'ispezione antecedente alla chiusura. Per la ripresa delle attività ci atterremo alle prescrizioni della Prefettura ed alle indicazioni del nuovo Governo». Dal canto suo, il sindaco Clara Scapin promette che vigilerà sul Cas di San Vito una volta che verrà riaperto: «Continueremo a verificare che le attività all'interno del centro siano svolte correttamente». Sull'adesione alla rete di accoglienza governativa Sprar, il primo cittadino puntualizza: «La procedura per il bando è ancora in corso, vogliamo difatti vedere come si comporterà e cosa disporrà in merito di accoglienza dei richiedenti asilo il governo del premier Giuseppe Conte». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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