Ponte Principe Umberto Lifting dopo settant’anni

Ponte Principe Umberto, inaugurato il 19 giugno 1949, verrà restaurato con un investimento di 650mila euro
Ponte Principe Umberto, inaugurato il 19 giugno 1949, verrà restaurato con un investimento di 650mila euro
Fabio Tomelleri 18.09.2018

Il ponte Principe Umberto di Legnago sarà un «sorvegliato speciale». Il principale collegamento sull'Adige tra il capoluogo e Porto, infatti, nei prossimi mesi verrà sottoposto ad un'indagine approfondita e, successivamente, ad una «cura rinforzante», allo scopo di garantire la sicurezza ai veicoli che transitano sul manufatto, con picchi di duemila veicoli nelle ore di punta. La Giunta del sindaco Clara Scapin ha inserito il progetto di manutenzione straordinaria del «Principe Umberto» nel piano triennale delle opere pubbliche, valido per il 2019-2021. Tutto ciò, sull'onda delle revisioni di tutti i ponti e cavalcavia presenti sul territorio comunale, avviata dopo il tragico crollo del ponte Morandi di Genova avvenuto lo scorso 14 agosto. Il «Principe Umberto», in cemento armato, venne inaugurato il 19 giugno 1949 dopo la distruzione del ponte antecedente causata dai bombardamenti alleati della Seconda guerra mondiale. Il sindaco assicura comunque che, attualmente, «non vi sono pericoli per chi transita sul collegamento». «Tuttavia», aggiunge, «dopo i fatti accaduti a Genova è doveroso compiere un'indagine approfondita sulla struttura, essendo molto trafficata. Visto che unisce due parti della città, a destra e a sinistra dell'Adige, dobbiamo essere sicuri che il ponte funzioni alla perfezione». Per questo motivo, l'esecutivo ha stabilito di destinare alla sistemazione del «Principe Umberto» ben 650mila euro, finanziati con i proventi da alienazioni di lotti e altri beni municipali. «Si tratta», prosegue Scapin, «di una spesa di massima, indicata in via prudenziale, poiché il reale importo dei lavori verrà stabilito in base alla perizia che sarà commissionata ad un professionista entro la fine di quest'anno». Per l'esecutivo è essenziale procedere con celerità al monitoraggio del ponte, sottoposto negli ultimi anni soltanto a verifiche parziali. «L'ultima revisione completa», puntualizza il primo cittadino, «era stata eseguita oltre un decennio fa, quando a fianco del manufatto era stata installata la passerella ciclo-pedonale. Ora è venuto il momento di controllare se vi sono problemi strutturali e, dunque, di stabilire le parti da rinforzare con il restauro». Nel corso degli ultimi anni sono stati diversi gli interventi che hanno interessato il ponte storico della città. Nel 2013, infiltrazioni d'acqua che si erano manifestate nella parte sottostante del manufatto avevano spinto i tecnici di Palazzo de' Stefani ad eliminare un tratto di sette metri di fioriere, da 10 quintali ciascuna, collocate nel 2005 per separare le corsie stradali dalla passerella ciclo-pedonale. Questo provvedimento venne preso per evitare di sovraccaricare il manufatto, visto che sotto i grandi vasi si erano riscontrate fenditure nel cemento armato della struttura. Dopo le opportune riparazioni, negli anni successivi venne posata, lungo i 140 metri del lato nord del ponte, una barriera metallica per evitare, in caso di incidenti, che i veicoli possano precipitare nel fiume. Risale invece al 2004 l'ultimo intervento consistente che ha riguardato una delle pile di sostegno del ponte. • © RIPRODUZIONE RISERVATA