Grandinata sui raccolti della Bassa

Lo stato della frutta dopo la grandinata di mercoledì nella Bassa
Lo stato della frutta dopo la grandinata di mercoledì nella Bassa
Elisabetta Papa 29.06.2018

Elisabetta Papa Agricoltura in ginocchio, nella Bassa Veronese. Il forte temporale dell’altra sera, accompagnato da raffiche di vento e chicchi di grandine che in certi casi hanno raggiunto la grandezza di una pallina da ping pong, non ha lasciato scampo a molte delle colture agricole della zona, causando danni ingenti ad oltre un centinaio di aziende sparse tra Villa Bartolomea, Terrazzo, Boschi Sant’Anna, ma anche in alcuni zone di Castagnaro e di Vigo di Legnago. La furia del maltempo, iniziata poco prima delle 18, ha toccato in modo particolare Terrazzo, le sue frazioni di Nichesola e Begosso (anche se in misura minore), ed il confinante territorio di Villa Bartolomea. Qui le aree più colpite sono state Spinimbecco e San Zeno in Valle dove una tromba d’aria ha scoperchiato un capannone adibito a ricovero del fieno. Ad avere la peggio sono state proprio le colture agricole delle Valli, sia frutticole che seminative, che da via Beccascogliera in avanti, sempre a Villa, appaiono ormai ridotte a poco o niente. «Pur non avendo ancora un’idea precisa dei danni, visto che in questi casi occorre qualche giorno per una stima vera e propria», sottolinea Michele Rodin, imprenditore agricolo di Spinimbecco e consigliere nel direttivo della Coldiretti di Verona, referente per l’area di Villa Bartolomea, «la situazione è molto pesante sia per i frutteti, come meli, peri e kiwi, danneggiati tra il 60 e l’80 per cento, sia per i vigneti, sia per quanto riguarda i seminativi, soprattutto per il mais che è in fioritura e presenta danni che potrebbero aggirarsi intorno al 40 per cento. Non è andata meglio al frumento colpito per circa il 50 per cento, e nemmeno ai campi di barbabietole da zucchero e alle orticole. La soia, essendo in ritardo, risulta meno danneggiata». «La grandine», prosegue Rodin, «era fitta e, in più, cadeva a grossi chicchi con una potenza distruttiva amplificata dalle forti raffiche di vento. Gli unici a salvarsi, almeno in gran parte, sono stati i frutteti ricoperti dalle reti di protezione, anche se in qualche caso perfino le coperture sono state bucate». Insomma, da una prima sommaria stima dei danni, si tratterebbe di una devastazione, abbattutasi come una scure su una situazione già compromessa da parecchie problematiche. «Come i continui sbalzi termici che hanno messo a dura prova le coltivazioni in piena fase di maturazione», precisa ancora Rodin, «o come i prezzi dei prodotti agricoli, al ribasso ormai da tempo. Senza dimenticare i danni, anche del 30 per cento, provocati ai frutteti, in particolare a peri e alberi di kiwi, dalla cimice asiatica, arrivata massiccia anche da noi». Situazione sconfortante anche a Terrazzo con danni ingenti, oltre alle celebri coltivazioni di mele, già vittime delle gelate dello scorso anno e di altre pesanti grandinate in passato, anche ai peschi e ai vigneti. «Questi ultimi», spiega l’assessore e imprenditrice agricola Sabrina Chinaglia, «hanno subito danni un po’ ovunque, soprattutto nel tratto verso Marega. La grandine era secca e grossa, tanto che nei frutteti era ancora visibile stamattina (ieri per chi legge, ndr), trattenuta dalle reti protettive». Intanto, i due Comuni di Terrazzo e Villa Bartolomea, come confermano rispettivamente il sindaco Simone Zamboni e l’assessore all’Ambiente Luca Pradella, hanno inviato in Regione, ad Avepa e agli altri enti preposti, la pratica del riconoscimento del danno. Anche il Codive, il consorzio per l’assicurazione agevolata in agricoltura di Verona, ha già fatto un suo primo bilancio, lanciando al contempo un appello agli agricoltori. «È bene ricordare», rimarca il presidente Luca Faccioni, «che solo l’assicurazione garantisce la protezione del raccolto e fino al 15 luglio, si possono ancora assicurare le colture a ciclo estivo di secondo raccolto e trapiantate, come quelle vivaistiche e il tabacco». Sempre a Terrazzo, la furia del temporale ha provocato, «fortunatamente senza conseguenze sulle persone», spiega il sindaco Zamboni, «la caduta di un palo della telefonia, ripristinato però già nel giro di un’ora». Peggiore il bilancio di Villa Bartolomea. «Abbiamo registrato in particolare la caduta di due grossi alberi», riferisce l’assessore Pradella, «cioè quello di un giardino privato, che ha invaso parte della corsia di via IV Novembre, subito liberata, e un cipresso, precipitato davanti al cimitero del capoluogo». •