Coltivavano marijuana in casa Denunciati due amici «vivaisti»

I carabinieri davanti alla villetta di Bonavigo dove è stato sequestrato il «vivaio» illegale
I carabinieri davanti alla villetta di Bonavigo dove è stato sequestrato il «vivaio» illegale
Stefano Nicoli 05.07.2018

Avevano deciso di unire i loro destini di padri separati, alle prese con budget sempre ristretti di fronte ad esigenze familiari raddoppiate, condividendo una villetta immersa nelle campagne di Bonavigo. Ma non si erano limitati ad una pacifica convivenza dettata dalle necessità di ridurre le spese. E si erano inventati un «passatempo» domestico vietato però dall’articolo 73 del Testo unico sugli stupefacenti. R.G., bancario di 44 anni, proprietario della casa, e F.M., artigiano 36enne, entrambi incensurati, avevano ricavato infatti nell’abitazione, situata lungo una strada isolata a ridosso dell’argine dell’Adige, una sorta di laboratorio attrezzato per la produzione di marijuana. Con tanto di serra super tecnologica e reparto di essiccazione. Un «vivaio» illegale, destinato a quanto pare, in base ai primi riscontri degli inquirenti, al fabbisogno personale. Tuttavia, i loro movimenti non sono passati inosservati agli occhi allenati dei carabinieri della stazione di Minerbe, che li tenevano d’occhio da qualche mese dopo aver notato uno strano viavai attorno alla villetta. E che ieri mattina hanno avuto conferma dei loro sospetti al termine di una perquisizione autorizzata dal pm Giuseppe Pighi della Procura di Verona e culminata nella denuncia a piede libero dei due amici insospettabili. L’operazione antidroga - scaturita dagli abituali controlli predisposti nella Bassa dal capitano Lucio De Angelis proprio per contrastare il consumo e lo spaccio di sostanze stupefacenti soprattutto tra i giovanissimi - è scattata intorno alle sette. Gli uomini del maresciallo Simone Bazzani, appostati in via Saletto, hanno atteso che il 44enne uscisse di casa a bordo della sua auto per intimargli l’alt. Il posto di controllo ha dato i primi frutti: R.G., in partenza tra l’altro per il mare, aveva nascosto in valigia 13 grammi di marijuana suddivisi in tre involucri. E così ha dovuto interrompere le vacanze ancora prima di iniziarle. A quel punto, i militari hanno atteso che lasciasse la villetta anche il suo convivente per fare irruzione nell’abitazione. E, complice il fiuto infallibile di un pastore tedesco del Nucleo cinofili dell’Arma di Torreglia (Padova), hanno scoperto nove piante di cannabis indica, alte dai 90 ai 140 centimetri, messe ad essiccare nel garage, per un peso complessivo di 250 grammi. Ma le sorprese non sono finite lì. Nel corso della perquisizione è stato trovato, oltre ad un bilancino di precisione, il «vivaio» illegale: era stato ricavato in cantina e i due amici con il pollice verde non avevano lesinato nemmeno a spese in fatto di tecnologia. La serra di circa tre metri di lato, realizzata con nylon e alluminio, era dotata infatti di condotte di aspirazione, temporizzatori, termometri e luci alogene per garantire il clima ideale, all’incirca 30 gradi costanti, alla maturazione della cannabis. Il tutto completato da fertilizzanti e da altro materiale per accelerare il raccolto, pronto indicativamente nel giro di cento giorni. Al termine del blitz, che si è concluso a metà mattinata, i due uomini sono stati condotti in caserma per gli accertamenti di rito e nei loro confronti è scattata la denuncia a piede libero. Lo stupefacente recuperato nella villetta è stato invece sequestrato al pari dell’attrezzatura che veniva utilizzata per coltivarlo. R.G. e F.M. verranno ora segnalati anche alla Prefettura come assuntori abituali. •