Tre molestatori liberi
Rabbia e terrore
tra le loro vittime

Donna vittima di un’aggressione: nell’Adige Guà cresce la paura
Donna vittima di un’aggressione: nell’Adige Guà cresce la paura
Stefano Nicoli 28.08.2018

Tre donne molestate in 50 giorni nel raggio di un paio di chilometri. E tre uomini, tutti cittadini marocchini, clandestini, nullafacenti e senza fissa dimora, ancora in circolazione malgrado siano stati identificati e denunciati, con indagini lampo, dai carabinieri della stazione di Cologna.

Tra le vittime dell’impressionante sequenza - almeno stando ai tempi ravvicinati delle aggressioni, avvenute nell’Adige Guà tra il 23 giugno e il 13 agosto scorsi - di violenze sessuali, che stanno suscitando una vera e propria psicosi, crescono l’angoscia e il terrore di trovarsi di punto in bianco di fronte i loro aguzzini. Una paura che si sta allargando a macchia d’olio e che toglie i sonni soprattutto alle mamme con figlie adolescenti, preoccupate dal fatto che, non appena escono di casa per fare una passeggiata piuttosto che per incontrare gli amici, possano vivere lo stesso incubo capitato a metà agosto ad una loro coetanea in una sagra della zona.

Vale a dire la 18enne che prestava servizio come volontaria allo stand e che è scampata per miracolo allo stupro tentato da un 22enne marocchino - scoperto e denunciato nei giorni scorsi - che l’ha trascinata dietro ad un capitello e l’ha palpeggiata con una brutalità agghiacciante nelle parti intime fino a quando è riuscita a sottrarsi alle sue grinfie e a fuggire mentre le stava sfilando i pantaloni.

 

Un’esperienza da brividi come quelle capitate qualche settimana prima, rispettivamente il 23 giugno e l’11 luglio, ad un’artigiana 22enne e ad una commerciante 46enne che facevano jogging in pieno giorno su strade di campagna alla periferia di Cologna. E che sono state entrambe inseguite, strattonate e importunate con pesanti apprezzamenti a sfondo sessuale, sempre da magrebini irregolari - il primo di 41, l’altro di 26 anni - da cui sono riuscite fortunatamente a divincolarsi. Altri due molestatori che, al pari del loro connazionale che ha spaventato a morte la studentessa alla sagra, sono stati individuati e denunciati a piede libero dagli uomini del luogotenente Fabrizio Di Donato. E che continuano però a vivere come se nulla fosse nel Colognese, costringendo le loro vittime a subire una seconda violenza. Tanto da impedire loro di uscire di casa liberamente. Tra le donne che hanno subito le loro sevizie, ma non solo, serpeggiano perciò il panico, la rabbia e un comprensibile sgomento. Tanto che l’amministrazione di Cologna - Comune cardine dell’Adige Guà - ha predisposto controlli serrati in vista dell’imminente fiera settembrina (vedi articolo a lato).

 

«Da quel sabato pomeriggio», confida la 22enne molestata mentre correva in via Quari Destra, «non mi sogno più di percorrere da sola quella strada, che facevo allora anche più volte al giorno a piedi o in bicicletta. Ma non mi fido più ad andare da solo ovunque. Ho troppa paura che mi accada di nuovo e perciò mi sposto in auto oppure mi faccio accompagnare da qualcuno». Timori più che giustificati visto che le è capitato di incrociare in diverse occasioni il suo aguzzino. «Mi fissa con insistenza, quasi sfidandomi, e mi sento minacciata da quegli sguardi morbosi. Solo vederlo in giro mi sento gelare il sangue. Almeno lo costringessero a cambiare paese». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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