Tentato stupro alla sagra, denunciato un ventiduenne

I carabinieri di Cologna che hanno indagato sulla violenza sessuale
I carabinieri di Cologna che hanno indagato sulla violenza sessuale
STE.NI.22.08.2018

Il cerchio è chiuso. E il giovane straniero che, nella notte tra il 12 e il 13 agosto scorsi, aveva tentato di stuprare una 18enne che prestava servizio come volontaria in una delle tante sagre estive allestite nell’Adige Guà, ha già un volto e un nome. LE RICERCHE. I carabinieri di Cologna, ad una settimana esatta dall’aggressione subita dalla studentessa, trascinata a forza dietro un capitello dove è stata immobilizzata e palpeggiata con una brutalità agghiacciante sino a quando è riuscita a sottrarsi e a fuggire da quel «placcaggio» che le sta togliendo il sonno, sono riusciti infatti a risalire al suo aguzzino. Si tratta di J.S., un cittadino marocchino di 22 anni, irregolare in Italia, nullafacente e senza fissa dimora, sul quale si erano subito concentrati i sospetti degli inquirenti, che hanno lavorato senza sosta una settimana setacciando casolari e edifici pubblici abbandonati. Il giovane, che ha alcuni precedenti per furto, è stato rintracciato dagli uomini del luogotenente Fabrizio Di Donato in una vecchia casa a schiera alla periferia della città del mandorlato dove è ospitato da altri magrebini. E dove si era rifugiato quella notte, pedalando per circa un chilometro, dopo aver fatto vivere un incubo alla ragazza sorpresa alle spalle a pochi metri dalla tensostruttura, immersa nelle campagne, dove era in corso la festa. LA DENUNCIA. Dopo gli accertamenti di rito, nei suoi confronti è scattata così una triplice denuncia, depositata ieri in Procura a Verona, per violenza sessuale e sequestro di persona. Oltre che per rapina, poiché, non bastassero le sevizie e le umiliazioni imposte alla povera studentessa, che si è liberata da quella furia incontrollabile proprio mentre il marocchino le stava sfilando i pantaloni, si è pure impossessato di cinque euro custoditi in tasca dalla 18enne. Per poi dileguarsi nel buio su una bicicletta da donna di colore nero, con una vistosa catena azzurra agganciata alla sella, mentre la ragazza, che frequenta ancora le superiori, è corsa terrorizzata nel padiglione della sagra da cui era appena uscita per fare una telefonata al riparo delle note dell’orchestra che rimbombavano tra i tavoli e la pista da ballo. Senza smettere di piangere e di chiedere aiuto prima di accusare un malore e farsi accompagnare a casa dal padre e dal suo ragazzo che si trovavano all’interno dello stand. LE INDAGINI. A mettere i militari del capitano Lucio De Angelis sulle tracce dell’aggressore è stata, innanzitutto, la testimonianza circostanziata resa dalla 18enne. La quale, facendosi forza e vincendo una comprensibile vergogna ha ripercorso ancora sotto choc i particolari, a dir poco scabrosi, di quei terribili frangenti sembrati un’eternità. Fornendo così elementi preziosi, tra i quali anche la bicicletta inforcata dopo la violenza, per poter identificare quel ragazzo che, intorno all’una e mezza, l’aveva afferrata per un braccio e portata di peso dietro al vicino capitello con un obiettivo ben preciso in testa. Un turpe disegno trasformatosi purtroppo, di lì a pochi istanti, in una raccapricciante realtà. A completare il puzzle investigativo hanno contribuito poi altri indizi raccolti dai carabinieri, che sono riusciti ad incastrare a stretto giro quel ragazzo alto circa un metro e 80, con i capelli impomatati di gel e una strana felpa con le maniche a tre quarti addosso, descritto e riconosciuto dalla volontaria della sagra. Si tratta del quarto caso di violenza nei confronti di donne, sempre ad opera di extracomunitari, risolto nell’Adige Guà dai militari di Cologna a partire dal novembre del 2016 quando denunciarono un profugo 18enne del Gambia, che aveva molestato una 39enne di Santo Stefano di Zimella. Le altre due denunce sono scattate invece il mese scorso a carico di altrettanti marocchini che, tra il 23 giugno e l’11 luglio, avevano aggredito una 22enne e una 46enne mentre facevano jogging, in pieno giorno alla periferia di Cologna. •