reintegrato Impiegato

La casa di riposo «Cardo» dove sono avvenuti i fatti
La casa di riposo «Cardo» dove sono avvenuti i fatti
Paola Bosaro 07.11.2018

Il processo al dipendente «paparazzo» che fotografava a loro insaputa colleghi, operatori e ospiti della casa di riposo prosegue. Intanto, però, P.M., 47 anni, chiede di tornare a lavorare all’Ipab di Cologna. La vicenda dell’ex istruttore amministrativo della casa di riposo «Domenico Cardo», accusato da 16 persone di molestie, minacce ed atti persecutori, si allarga con una nuova controversia. Mentre in tribunale a Verona il giudice Claudio Prota continua a raccogliere le testimonianze dei familiari e dei medici che hanno avuto in cura le presunte vittime del ragioniere, per capire fino a che punto le angherie dell’imputato abbiano avuto conseguenze sul piano psicologico, su quello fisico e relazionale delle persone coinvolte, lui prepara le contromosse. La partita non si gioca infatti soltanto sul piano penale, che vedrà la prossima udienza il 15 febbraio, ma anche su quello amministrativo. Si terrà il 19 novembre la prima udienza civile davanti al giudice del lavoro di Verona per stabilire l’eventuale diritto di reintegro di P.M. in seno all’Ipab «Cardo». Lo scorso 1 febbraio, l’impiegato era stato sospeso dal servizio e lasciato senza stipendio per tre giorni, a causa di un’inadempienza relativa al versamento dei contributi Irap. Il 5 febbraio la casa di riposo aveva emesso poi un provvedimento molto più grave: il licenziamento in tronco, senza preavviso. Il direttore dell’Ipab, Mario Finetto, in qualità di responsabile dell’Ufficio procedimenti disciplinari, dopo aver esaminato il fascicolo penale, dal quale emergeva che il ragioniere «aveva tenuto sul luogo di lavoro un comportamento gravemente scorretto nei confronti di una pluralità di soggetti, anche fotografandoli a loro insaputa, e per un tempo prolungato», e si era servito del suo ruolo di Responsabile della sicurezza «per arrecare molestie nei confronti degli altri dipendenti e di terze persone» e, durante l’orario di lavoro, «attendeva ad occupazioni estranee alle sue mansioni», aveva stabilito che l’impiegato non dovesse più lavorare per l’ente. P.M. ha presentato ricorso contro il provvedimento, ritenendolo illegittimo. L’Ipab «Cardo» però intende far valere le proprie ragioni. L’ente si è costituito in giudizio e ha dato l’incarico di difendere i propri interessi allo studio associato Dal Seno Fabio e Preto Anna. •