Macellano due montoni a casa Multata famiglia musulmana

Macellazione nel rito del sacrificio celebrato dai musulmani
Macellazione nel rito del sacrificio celebrato dai musulmani
Paola Bosaro 26.08.2018

Due montoni vengono macellati clandestinamente nel retro di un’abitazione tra Cologna e Veronella, secondo il rito islamico del sacrificio: scattano il sequestro e la multa di 3.100 euro per il responsabile. Si è conclusa ieri la cosiddetta Festa del Sacrificio, la seconda ricorrenza più importante per l’Islam, dopo il Ramadan. Durante i quattro giorni della festa, i musulmani sono soliti sacrificare un agnello o un montone per ricordare il sacrificio di Abramo, al quale Dio chiese di uccidere e offrire in dono il figlio Isacco, ma poi lo fermò «accontentandosi» dell’offerta di un montone. Secondo la tradizione islamica, l’animale va sgozzato da una persona di comprovata fede religiosa senza procedere preventivamente con lo stordimento. Nei paesi musulmani l’uccisione dell’agnello avviene in famiglia, mentre in Italia non è permesso. È possibile però effettuare la macellazione rituale nei macelli autorizzati. Nella provincia di Verona ve ne sono cinque: a Casaleone, Montecchia di Crosara, Trevenzuolo, Badia Calavena e a San Giorgio in Salici. L’anno scorso, per la Festa del Sacrificio, sono stati macellati ben duemila ovini secondo il rituale islamico nei centri autorizzati della Provincia di Verona. Eppure, nelle zone rurali, alcune famiglie continuano a seguire la tradizione religiosa della macellazione domestica, esponendosi, appunto, al rischio di sanzioni. Martedì scorso è successo in via Strà, ai confini fra Cologna e Veronella. Nel cortile retrostante una vecchia casa di campagna, poco dopo mezzogiorno, un trentottenne di nazionalità marocchina, assistito dai componenti di un’altra famiglia nordafricana, aveva provveduto a sgozzare due montoni e li stava preparando per il successivo taglio e cottura. L’ovino sacrificato, infatti, va cucinato e condiviso con i componenti della famiglia e con quelli che non hanno le possibilità economiche di acquistare carne. I vicini di casa dell’uomo tuttavia si sono accorti di quanto stava accadendo e hanno avvertito i carabinieri. I militari sono intervenuti e hanno contestato la macellazione abusiva, ovvero avvenuta fuori dai centri di macellazione autorizzati. La violazione è contemplata nell’articolo 13 del Regolamento per la vigilanza igienico-sanitaria delle carni, contenuto in un Regio Decreto risalente al 1928. I carabinieri hanno dunque sequestrato i due capi e applicato una sanzione pecuniaria di 3.098 euro. Da quello che si è saputo, il responsabile si sarebbe difeso affermando che non conosceva il divieto imposto dalla legge italiana. Dall’Ulss 9 Scaligera ricordano che nel 2015 è stata emessa un’ordinanza, adottata dalla Regione e successivamente da tutti i sindaci veneti, in cui si stabiliva che «la macellazione con rito islamico può essere eseguita solo negli stabilimenti appositamente autorizzati e da personale opportunamente formato. Al di fuori di questo contesto, non è possibile compiere nessuna operazione su alcun animale». E aggiungono: «L’Azienda sanitaria si è interessata affinché fosse garantita la disponibilità dei macelli proprio in funzione della Giornata del sacrificio. Qualsiasi istituzione pubblica presente nel territorio è deputata alla confisca degli animali e a sanzionare i responsabili nei casi di macellazioni abusive». Spetterà ora all’amministrazione comunale di Cologna riscuotere la multa e assicurarsi che il «macellaio clandestino» paghi di tasca propria pure la distruzione delle carcasse. •