Giorgio Scarato tra arte, premi e affetti La sua storia diventa un libro itinerante

Il maestro Giorgio Scarato con Paolo Zorzi, l’autore del libro DIENNE
Il maestro Giorgio Scarato con Paolo Zorzi, l’autore del libro DIENNE
Paola Bosaro 15.11.2018

I primi 38 anni di vita di Giorgio Scarato viaggiano grazie ad un libro itinerante. È uscito la scorsa settimana «La vera arte è la vita», un libriccino sull’artista ed ex consigliere comunale di Cologna scritto da Paolo Zorzi, cultore dei luoghi e dei personaggi del secondo Dopoguerra colognese. Pur essendo un testo senza velleità letterarie e senza rigore documentaristico è un volume di grande valore, con pagine stampate su carta imitlin (una carta inventata negli anni Quaranta che imita la trama del tessuto) e rilegatura in pelle. Questo libro, dotato pure di un cofanetto, sta passando di mano in mano e non si troverà in libreria. È infatti un «libro viaggiante», quasi a voler imitare lo spirito libero e ribelle del maestro Scarato, una persona che incarna alla perfezione la figura di inguaribile bohémien. Chiunque può prenotare il testo per leggerlo gratuitamente, mediante la pagina Facebook dell’autore. Terminata la lettura, il possessore lo passerà al successivo lettore che lo ha prenotato. Ne «La vera arte è la vita» si trovano ricordi e aneddoti degli anni di formazione del maestro Scarato. «É uno scorcio di storia vista con gli occhi di una generazione passata, che non tornerà», osserva l’artista. Chi lo conosce lo considera un colognese doc, – e in effetti lo è – ma pochi sanno che il suo luogo di nascita è San Bonifacio, e la data è emblematica, siamo in piena Seconda guerra mondiale: 4 luglio 1942. I genitori di Giorgio, e del fratello Franco, gestivano un bar in centro a San Bonifacio però il padre di Giorgio, convinto socialista, aveva iniziato ad avere molti problemi con i fascisti. Giorgio Scarato non sa che fine abbia fatto suo padre Vittorino. Fu ricoverato in un sanatorio a causa di una malattia infettiva e scomparve dalla vita di sua moglie Romana e dei due fratelli lasciando un vuoto che segnerà nel profondo quel vispo ragazzino dai folti capelli biondi. «Quando nostro padre ci lasciò mi parve col disegno di poterlo avere ancora vicino», racconta Scarato. E, forse, ancora oggi è così. Il libro ripercorre le tappe più importanti della giovinezza dell’artista: il primo premio a livello nazionale vinto alle scuole medie con un disegno atipico per un ragazzino della sua età: un accampamento di zingari. Mezz’ala sinistra nell’AC Cologna acclamato dalle ragazzine «che schiacciavano i loro visi sulla rete del campo sportivo per farsi notare dal bel giocatore», ricorda Zorzi, Giorgio frequentò il liceo artistico e fece pure un anno di università. Ma il periodo più intenso della sua vita furono gli anni Sessanta trascorsi a Milano. Scarato venne assunto come illustratore all’Eurostudio, una casa editrice dove passavano tutti i migliori disegnatori ed artisti in circolazione. «Trovarsi a tu per tu con Hugo Pratt o con un artista poliedrico come Ivo Sablic era un’esperienza che dava una grande carica e forniva strumenti per migliorarsi e crescere nel proprio lavoro». Zorzi raccoglie i ricordi dell’amicizia con Giancarlo Zucconelli, con Milo Manara, gli anni dell’insegnamento alle scuole medie «dove subii ben due ispezioni ministeriali per sospetta attività politica comunista con i miei studenti», confessa l’artista, e cita i migliori allievi che Scarato ha avuto, tra cui Franco Spaliviero e Bruno Vendramin. Ovviamente non manca lo Scarato attivista politico, sempre dalla parte dei poveri e dei deboli, dell’ambiente e della tutela storico-artistica della sua amata Cologna. Il libro si ferma ai 38 anni perché quando il maestro si è accorto che Zorzi prendeva appunti, ha smesso di raccontare. •