Crea un orto verticale con materiale riciclato

L’orto verticale dell’ex fornaia
L’orto verticale dell’ex fornaia
Paola Bosaro 14.08.2018

Un’artigiana in pensione di Cologna crea nel terrazzo di casa un originale orto verticale. Dopo cinquant’anni trascorsi nel panificio di famiglia, accanto al marito Nello, a 73 anni Antonietta Ponso De Togni si reinventa ortolana, con una spiccata sensibilità ambientale. A partire dalla scorsa primavera la donna ha infatti allestito un giardino pensile sul poggiolo, servendosi di materiali semplici e riciclabili. Accanto ai tradizionali vasi, Antonietta ha creato dei contenitori con le bottiglie di plastica usate e con alcune grondaie. Le bottiglie le ha sovrapposte una all’altra con delle corde, come fossero una scaletta appesa alla parete, mentre le grondaie le ha appese in fila quando non necessitava di molta terra e affiancate quando ha coltivato piante più rigogliose. Nel suo orto verticale domestico la pensionata è riuscita a produrre erbe aromatiche, ortaggi e frutta. «L’idea mi è venuta vedendo un documentario sulla celebre di plastica del Pacifico, la più grande zona di accumulo di rifiuti galleggianti al mondo», racconta la 73enne. «Mi sono subito informata se vi fosse qualche controindicazione nella coltivazione di verdure all’interno di bottiglie in plastica». Non appena è stata rassicurata sui suoi dubbi, Antonietta ha comprato delle corde, ha tagliato una parte delle bottiglie e le ha appese al muro del terrazzo. Quindi le ha riempite di terriccio e vi ha piantato insalata, basilico, erba cipollina, salvia e timo. I risultati ottenuti l’hanno convinta a proseguire. «Ho commissionato ad un artigiano che conosco la realizzazione di vasi di medie dimensioni in metallo, da affiancare alle bottiglie», ricorda la donna. Quando ha visto che l’artigiano le ha consegnato dei contenitori ottenuti dalla lavorazione delle grondaie ha pensato di proseguire su quella strada, senza bisogno di incaricare un professionista. Ed ecco pronti i cipollotti, i cetrioli, il sedano, i pomodori, perfino i meloni. I prodotti coltivati in terrazza hanno arricchito non solo la sua tavola ma anche quelle delle famiglie dei due figli Stefano ed Enrico. «Sono davvero soddisfatta», ammette l’ortolana creativa, «l’anno prossimo mi perfezionerò, intanto ho già piantato delle verze morette in grondaia. •