Autovelox fissi attivati a rotazione

L’autovelox fisso installato in via Stazione a Zimella DIENNEFOTO
L’autovelox fisso installato in via Stazione a Zimella DIENNEFOTO
Paola Bosaro 20.11.2018

Stretta sugli Hamilton che sfrecciano nei centri abitati dell’Adige Guà scambiati per circuiti di Formula uno: da oggi saranno attivi, a rotazione, i temuti box arancioni per il rilevamento delle infrazioni per eccesso della velocità. Da tempo gli automobilisti del Colognese, e quelli che transitano per lavoro nei vicini Comuni di Zimella, Pressana e Bonavigo, hanno imparato quali sono le strade in cui sono posizionati i dissuasori fissi di velocità. Ve ne sono 12: quattro a Zimella (in via Stazione, via Roma, via Marcabella e via Europa), tre a Pressana (in via Crosare di Sotto, via Mazzini e via Damiano Chiesa) e cinque a Bonavigo (due sulla Provinciale, uno ad Orti, uno in via Cinque case e il quinto in via Trieste). Bonavigo è un paese che non fa parte dell’Unione Adige Guà, tuttavia è convenzionato con l’ente per il servizio di polizia locale. La gente considera i box arancioni dei «finti autovelox» perché finora sono stati un deterrente soltanto visivo. Quando furono installati la prima volta, alcuni anni fa, furono immediatamente danneggiati e oscurati da persone incivili che non tolleravano di dover fare i conti con le postazioni fisse di rilevamento della velocità. Quando poi si è diffusa la notizia che all’interno erano vuoti, e dunque non avrebbero potuto comportare alcun verbale né sanzione per l’elevata velocità, molti utenti della strada sono tornati alla condotta precedente alla loro installazione. Tradotto in termini banali: numerosi automobilisti hanno ricominciato a pigiare sull’acceleratore, superando di gran lunga il limite dei 50 chilometri orari e rendendo praticamente inutile la presenza delle colonnine ai cigli delle strade. «Una volta a settimana usciamo con l’autovelox per il controllo delle infrazioni di eccesso della velocità», riferisce il comandante della polizia locale dell’Unione Graziano Lovato. «In due ore rileviamo tra i 10 e i 12 trasgressori». Se il numero sembra piuttosto contenuto, bisogna però considerare che i vigili escono solo di mattina, le postazioni di rilevamento sono ben segnalate, in centro paese e molto visibili. «Eppure ci è capitato in più di un’occasione di fermare auto che sfrecciavano ai 100 chilometri orari in mezzo alle case», aggiunge il comandante. Una velocità così elevata nei centri abitati è molto pericolosa. «Se queste persone circolano ai 100 chilometri orari quando siamo presenti noi, chissà che velocità raggiungono in nostra assenza», riflette Lovato. «Per sensibilizzare i conducenti al rispetto del codice della strada, in un ambito in cui il rischio di un incidente è elevato, abbiamo pensato di attivare gli autovelox fissi», annuncia Lovato. Gli agenti hanno controllato le condizioni in cui versano le colonnine che, ancorché imbrattate con lo spray nero, sono tutte perfettamente utilizzabili. Pertanto, a partire da oggi, inizieranno con i controlli. Posizioneranno il dispositivo mobile per il rilevamento della velocità all’interno di uno dei box sparsi nel territorio dell’Adige Guà ed accerteranno tutti i superamenti dei limiti. Entro 90 giorni verrà notificata a casa del trasgressore la contravvenzione applicata ed il decurtamento di punti sulla patente previsto dal codice. Non c’è alcun obbligo di presenza degli agenti per contestare la violazione. Per segnalare la presenza dell’autovelox nella colonnina la polizia locale applicherà sul box prescelto per gli accertamenti un segnale quadrato con il disegno stilizzato del casco del vigile. • © RIPRODUZIONE RISERVATA