Scoperta a Verona
la molecola «nemica»
della lotta ai tumori

I ricercatori veronesi
I ricercatori veronesi
05.12.2018

Identificata una molecola che ostacola l’efficacia delle terapie per la cura dei tumori: è il il risultato di una recente ricerca condotta da un team dell’università di Verona coordinato dall’immunologo Vincenzo Bronte, docente del dipartimento di Medicina diretto da Oliviero Olivieri.

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Nature Communications, apre nuove frontiere nella lotta al cancro. «Abbiamo identificato un possibile bersaglio molecolare per sviluppare nuove terapie - ha spiegato Vincenzo Bronte - in grado di limitare l’attività delle cellule immunosoppressive che giocano un ruolo chiave nel limitare l’efficacia terapeutica nei pazienti oncologici, non solo dell’immunoterapia ma anche dei trattamenti convenzionali quali la chemioterapia». «La possibilità di poter quantificare e monitorare lo stato immunosoppressivo del paziente valutando la frequenza di questa popolazione nel sangue periferico permetterà, nel prossimo futuro, di arruolare selettivamente i pazienti per una terapia personalizzata e, quindi, più efficace» ha concluso il professor Bronte.

La ricerca ha rivelato il ruolo inaspettato della proteina c-Flip che normalmente controlla il ciclo cellulare prevenendo la morte programmata delle cellule a seguito di danno. In situazioni patologiche, quali la progressione del tumore, si assiste ad una anormale espressione di questa proteina nelle cellule mieloidi monocitarie.