Tezenis scopre Jazz, e aspetta... Rondo

Jazzmarr Ferguson, classe 1989, in allenamento all’Agsm Forum FOTOEXPRESS
Jazzmarr Ferguson, classe 1989, in allenamento all’Agsm Forum FOTOEXPRESS
Simone Antolini 01.09.2018

Un patto lungo diecimila chilometri. Da Verona a Los Angeles. «Il primo che finisce va a trovare l’altro». Jazz chiama Rajon. Sull’asse Ferguson-Rondo, la Scaligera sente profumo di Nba. Ieri all’hotel Fiera è stata giornata di presentazione per Jazzmarr Ferguson (nato a Louisville il 22 marzo ’89, 185 centimetri per 89 chilogrammi), nuovo play guardia della Tezenis Verona. L’ex Biella è molto amico del campione americano Rajon Rondo, playmaker dei Los Angels Lakers, quest’anno compagno di squadra di LeBron James. «Ci conosciamo da tanto, ci alleniamo insieme d’estate. Ma l’amicizia va oltre le mura di un palazzetto. Ci divertiamo pure a giocare a golf. Allenarsi con i migliori aiuta a crescere. A volte, magari, risulta frustrante perdere anche in allenamento. Ma c’è sempre da imparare da chi è meglio da te. E con Rondo ci siamo detti: se finisci prima tu a Los Angeles vieni a vedermi a Verona. All’incontrario, sarò io a volare in California per vedere Rajon giocare». Se la Tezenis vola e i Lakers non vanno fino in fondo, quindi, c’è la seria possibilità di veder arrivare all’Agsm Forum una “guest star“ di primissimo livello: Rondo a tifare Scaligera nei play off. Il primo pensiero di Jazz va oggi a Verona. «Ho scelto la Tezenis perché mi ha dimostrato di essere club ambizioso. E io voglio essere ancora più competitivo. La mia richiesta, quando ci siamo sentiti, è stata: c’è voglia di vincere? Sì, bene ci sono anch’io». Jazz ha viaggiato tra Canada e Australia prima di arrivare in Italia nel 2013 a Forlì. Un anno in Romagna, poi la serie A1 con la Vanoli Cremona, quindi tre anni di A2 a Biella. «Ormai conosco molto bene la categoria e so cosa serve per vincere». Pronto a tutto. «Io leader? Certo, è una responsabilità che mi prendo volentieri. La competizione mi stuzzica, non mi tiro mai indietro». Rispetto al passato, alla Tezenis avrà un ruolo che gli permetterà di rifiatare per essere lucido in campo anche all’ultimo secondo di partita. «La squadra è profonda e dispone di qualità diffusa. Questo mi permetterà di entrare o stare in campo qualche minuto in meno rispetto al mio passato più recente. E questo vuol dire che potrò mantenere sempre alto il livello di energia ed intensità, sia in difesa che attacco». Dalmonte, dunque, potrà permettersi il lusso di far uscire dalla panchina un giocatore come Ferguson. Agonista e bomber di altissimo livello. Miglior marcatore, due stagioni fa, del girone Ovest di serie A2. Un passo indietro per ricordare la sfida che ha generato scintille con Dawan Robinson nell’epico play off tra Verona e Biella, conclusosi con la vittoria dei gialloblù di Dalmonte. «Siamo amici, tutto parte dal lì. Parte dal rispetto, dalla voglia di confrontarsi, dal desiderio di vincere. L’ultima volta è andata bene a lui. Ma vivo di presente. E a Verona è tutta un’altra storia». Jazz fa pure il turista. «Piazza Bra è incantevole. Amo la vostra cucina. La mia professione mi dà il privilegio di girare il mondo, visitare città, conoscere culture. Di imparare non si finisce proprio mai. Mi piace uscire la sera, quando è possibile e respirare l’aria del mio nuovo mondo. In questi primi giorni di Verona ho dato sfogo alle mie ispirazioni da fotografo. Tante foto della città, e non solo. E poi vado a postare tutto su Instagram». Jazz in love. Da subito anche con la sua Verona. Dalmonte gli chiederà di essere leader e risolutore. «Io sono pronto». •

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