La Tezenis ha scelto la sua guardia Arriva Henderson per Dalmonte

Il general manager Daniele Della Fiori FOTOEXPRESSTerry Henderson, qui con la casacca di North Carolina, ultimo colpo della Tezenis
Il general manager Daniele Della Fiori FOTOEXPRESSTerry Henderson, qui con la casacca di North Carolina, ultimo colpo della Tezenis
Simone Antolini 20.07.2018

Terry Henderson è la scelta. La guardia tiratrice che chiude il roster e completa l’idea nuova di Luca Dalmonte. La Tezenis si porta a casa così anche l’ultimo americano. “Fisicato“ ed agonista. Un giocatore molto diverso nell’interpretare il ruolo, e per caratteristiche, da Phil Greene. Mano calda, capacità di colpire in rapida successione. Primo viaggio in Europa, in uscita dalla G-League, da Greensboro, team sotto il controllo diretto dei Charlotte, con i quali ha disputato l’ultima Summer League a Las Vegas. Ed è proprio lì che il general manager Daniele Della Fiori ha avuto modo di vedere in azione la guardia statunitense. Il resto è storia recente. E proprio in queste ore è stato perfezionato l’accordo che porta a Verona Henderson, nato a Raleigh in North Carolina il 21 marzo 1994. Terry arriverà in città poco prima dell’inizio della preseason, fissato ufficiosamente per il 22 agosto. I suoi numeri: con Greensboro ha chiuso con una media di 11.3 punti a partita, 3.8 rimbalzi, 2 assist e una rubata. Con il 40.6 per cento dal campo, il 38.5 per cento dalla distanza e il 78.9 per cento ai liberi. Giocatore tutto da scoprire per la serie A2. E anche per i tifosi della Tezenis. Dalmonte e Della Fiori erano alla ricerca, però, di un agonista. Giocatore di peso, in tutti i sensi. Capace anche di difendere in maniera “ampia“. In grado di poter reggere il confronto difensivo con gli esterni avversari. Quattro le stagioni di College, due con West Virginia e altrettante con North Carolina. Discreto contropiedista. Freddo nelle conclusioni dall’arco. Terry ha tempi di rilascio rapidi, non soffre le “mani addosso“, esalta nel pitturato tutto il suo atletismo. Impenitente nell’arresto e tiro. Preciso anche nelle esecuzioni dalla media. Questo almeno raccontano le immagini che da oltreoceano offrono il meglio delle sue giocate. L’Italia, in questo caso Verona, diventano vetrina e opportunità. In un torneo, quello di A2, che spesso sa mettere a dura prova chiunque. Di sicuro, ad Henderson non può mancare l’ambizione. Perché la Tezenis, nel consegnargli le chiavi di un ruolo delicatissimo, ha richiesto al giocatore di iniziare un’avventura nella quale chi recita dovrà cercare di ritagliarsi uno spazio da protagonista sotto i riflettori del secondo torneo italiano. Giochi chiusi, dunque, in casa Scaligera. Il quintetto di partenza toglie il suo ultimo segno “ics“. Due novità e tre conferme rispetto alla scorsa stagione: Amato, Henderson, Dieng, Udom e Candussi. Con panchina lunga, di classe, di esperienza, di energia e di qualità: Ferguson, Severini, Ikangi, Maspero e Quarisa. Tenendo conto che lo staff medico della Tezenis continua a monitorare il recupero di Maganza, che a tutti gli effetti è giocatore sul quale Verona non ha mai smesso di puntare. La promessa della proprietà “cresciamo e puntiamo a qualcosa di ancor più importante“ sulla carta è stata mantenuta. Considerevole lo sforzo economico da parte della famiglia Pedrollo per ritoccare il roster e consegnare così a coach Luca Dalmonte una squadra più “profonda“, ancora più competitiva e più esperta sul campo. A tempo debito la nuova griglia. Verona, però, pare poter inserirsi a pieno titolo nel lotto delle quattro favorite ad un posto al sole con la Fortitudo Bologna, Treviso e Udine. Senza dimenticare le possibili sorprese. •

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