Amato, la 6 arrivata in... ritardo Udom, il 22 in onore della famiglia

L’abbraccio tra Iris Ikangi e Andrea AmatoMarco Maganza ha scelto ancora la maglia numero 11Mattia Udom, la sua 22 «racconta» la famiglia FOTOEXPRESS
L’abbraccio tra Iris Ikangi e Andrea AmatoMarco Maganza ha scelto ancora la maglia numero 11Mattia Udom, la sua 22 «racconta» la famiglia FOTOEXPRESS
Simone Antolini 18.08.2018

Nei numeri la storia. Nei numeri tracce di passato. Perché i numeri non parlano ma dicono. E spesso raccontano molto di chi li ha scelti come compagni di viaggio. Premessa doverosa, prima di aggiornare la lista dei numeri di maglia della nuova Tezenis. Il giovane Dieng ha scelto lo zero. Ferguson si è preso il tre. Amato conferma il sei, Guglielmi il sette. Oboe sale con il dieci in doppia cifra. Maganza si tatua addosso l’undici. E avanti con il tredici di Candussi, il quindici di Henderson, il ventidue di Udom e il venticinque del nuovo arrivato Quarisa. Completano la lista Maspero con il diciannove, Severini con il venticinque e Ikangi che riparte dal trentacinque. Il significato delle scelte? Eccole. Severini e il 25: «In realtà è la prima volta che lo uso ma è la data di nascita di entrambi i miei genitori». Oboe e il numero tanto caro a Pitagora: «Vesto il numero 10 da quando sono piccolino, l’ho utilizzato in tutte le squadre in cui ho giocato e mi ci sento molto legato anche se non l’ho scelto per una ragione particolare». Ferguson ha scelto un numero carico di valori esoterici, il tre: «È un numero importante per me perché sono sempre stato ispirato da Allen Iverson. Piccolo ragazzo ma molto duro e un grande giocatore. Anche perché viene dallo stesso mio ambiente». E Maspero? «Ho scelto il 19 perché lo usava mio papà gli ultimi anni nelle “minors“ e il 19 maggio di qualche anno fa ci hanno detto che mio cugino Lorenzo era guarito definitivamente dalla leucemia». Il baby Guglielmi si affida al sette. «Nessun motivo particolare» ammette, «prima ho sempre usato il nove ma essendo stata ritirata la maglia di Dalla Vecchia quando il team manager Zanus Fortes mi ha chiesto quale numero avessi voluto indossare, per simpatia ho scelto il 7. Che è anche stato il numero di Kukoc, mancino come me». Maganza e l’undici sulla schiena: «Sono molto legato al numero 11. Sono otto anni che lo porto, è la mia data di nascita e non solo». Ma altro, il Mago, non vuole rivelare. Quarisa arriva da Jesi e si prende la 25. «Un numero al quale sono legato per un motivo principale: il primissimo numero che ho avuto quando ho iniziato a giocare a basket». Spiegazione molto semplice per Dieng. «Lo zero è sempre stato un numero che avrei voluto indossare, e ora dato che ho la possibilità, perché non sfruttarla». Udom si è preso il ventidue «solo perché mi piaceva. Non c’era nessun motivo in particolare. La cosa che mi piace, però, è che il due è presente in tutti i giorni di compleanno della mia famiglia. Mio fratello il 27 luglio, mia sorella il 20 agosto, mia madre il 2 luglio e mio padre il 27 aprile». Amato e la sei. «Ce l’ho da quando sono piccolo. La mia prima partita, quando ero ragazzino, davano le divise. Sono arrivato tardi ed era rimasta solo la sei». Ikangi ricorda: «Ho iniziato a giocare a basket e ho indossato il 35. Quando l’ho indossato mi ha sempre portato bene ed ha sempre rappresentato un anno di svolta. È anche il numero del mio giocatore preferito Kevin Durant». Per Henderson il 15 «è il numero che usava mio padre quando giocava». Chiude Candussi, che svela. «Il tredici? Quando ero a Venezia giocavo con Alvin Young. Avendo legato molto con lui, quando è andato via dalla Reyer, ho deciso di prendermi il suo numero visto che per me è stato fonte di ispirazione». •