Somma ’78, una targa per la Coppa Italia

Giocatori, dirigenti e tifosi posano per la foto ricordo con le autorità
Giocatori, dirigenti e tifosi posano per la foto ricordo con le autorità
Lorenzo Quaini 30.08.2018

Era sabato primo luglio 1978 quando, in una serata piovosa, il calcio made in Sommacampagna fece la voce grossa e conquistò l’Italia. Per praticità sono slittati i festeggiamenti e il quarantesimo della conquista della Coppa Italia dilettanti di calcio è stato ricordato solo nell’ambito delle manifestazioni dell’antica fiera. E domenica scorsa gli amministratori comunali col Comitato Fiera ed Eventi e la Promosport hanno scoperto una targa sulla parete principale degli spogliatoi del calcio. Esposte, per l’occasione, pure tutte e 15 le copie (sette turni, andata e ritorno, più la finale raccontata da Valentino Fioravanti) de L’Arena che in quel periodo dava spesso risalto al Sommacampagna, quasi come all’Hellas Verona di «Uccio» Valcareggi. Erano presenti i giocatori col mister, il diesse Luigi Milanese e una frangia dello storico club Ultras 78 Alberto Beghin e l’autista del glorioso pullman, Gastone Donegà. Ricordati tre grandi assenti, deceduti: il presidentissimo Dino Maccacaro, il vice Carlo Murari e il massaggiatore Trivela Forante. Per le autorità, presenti il sindaco Graziella Manzato con la giunta al completo, l’onorevole Alessia Rotta e il presidente della Promosport Alfonso Principe oltre ad Attilio Granuzzo, responsabile del settore giovanile del Sommacustoza ’08, il club odierno. Quello del team dei fratelli Dino (presidente) e Cesare Maccacaro (allenatore) non fu un successo banale: mai nessuna veronese nei 53 anni della competizione è riuscita a fregiarsi della coccarda tricolore mentre l’albo d’oro presenta un carnet di tutto rispetto con nomi come Cittadella, Varese, Treviso, Savona, Ancona, Campobasso. Il Sommacampagna del 1977-1978 è stato tra l’altro giudicato tempo fa dalla rivista «Calcio Dilettante» la più forte squadra veronese di tutti i tempi. Questa la formazione biancoceleste della finale della XII edizione di Coppa Italia dilettanti giocata eccezionalmente fra due squadre della stessa regione e per questo spostata in extremis dal Flaminio di Roma nel Veneto. Opposta ai rodigini del Contarina, ora comune Porto Viro, giocavano: Bertucco, Dusi, Giacomelli, Zanini (Sbampato dal 36’), Perazzini, Minucelli,Talibov, Benedetti, Begnini (in rete al 39’), Cherubini, Ferrais. A disposizione, in panchina, anche il numero 12 Maoli e il numero 13 Bendinelli. Arbitro Claudio Caprini di Perugia e guardalinee Werther Cornieti di Forlì (poi diventato arbitro di serie A) e Paolo Fusaroli di Cesena. Il tipo di allenamento votato esclusivamente al sacrificio e il gran affiatamento fra gli atleti, permise al Sommacampagna, fra autentici colpi di scena, di condurre al massimo una stagione con solo 14 atleti (in primavera diede forfait il puntero Angelo Bissa). Da ricordare che nell’allora campionato di Promozione (l’Eccellenza verrà istituita nel 1991) i biancocelesti si piazzarono secondi dietro il Contarina che salì in D. •