Catapulta Leoni: centro da metà campo

Andrea Leoni, a destra,  con la vecchia maglia della Virtus Vecomp
Andrea Leoni, a destra, con la vecchia maglia della Virtus Vecomp (BATCH)
Riccardo Perandini 22.03.2018

Un arcobaleno da cinquanta metri e più. Botta volante da metacampo, palla nel sacco. Andrea Leoni, centrocampista della Virtus, campionato di Promozione, incornicia a dovere una domenica da ricordare. Il suo gol è una perla di rara bellezza: Bertasini, portiere del Povegliano, non può nulla. È il secondo dei cinque schiaffi che la squadra di Leoni, rediviva da quando è arrivato Alberto Baù in panchina, rifila alla diretta concorrente per la salvezza. «Ogni tanto ci provo», confessa adesso Andrea. «Nella stessa partita avevo tentato un colpo simile qualche minuto prima ma la palla non aveva preso la traiettoria che volevo. Al secondo tentativo invece sì: un gol spettacolare, sensazione pazzesca quando la palla è entrata». E pensare che Leoni a certe prodezze non è affatto nuovo. «Quando giocavo nella Virtus Vecomp in D», conferma, «sono stato mandato con la Juniores un sabato a Campodarsego. E proprio lì mi riuscì un gol simile: avevo visto che c’era lo spazio per calciare e il portiere leggermente esposto fuori dai pali. Anche allora andò bene». La rete di Leoni è uno dei tanti mattoncini che simboleggiano la rinascita virtussina. I numeri parlano chiaro: con Baù in panca, cinque vittorie ed un solo pareggio. Un ruolino da capoclasse. «Con Baù mi trovo benissimo», spiega ancora il calciatore. «Ci ha cambiato il modo di impostare le partite. Vuole un gioco pratico con palla bassa e a mio avviso è l’unico modo con cui questa squadra può giocare. Siamo bravi tecnicamente, non una squadra da battaglia. Ora facciamo correre il pallone e sono gli altri che devono recuperarlo». La Virtus di Baù, oggi, può già guardare oltre l’obiettivo minimo dichiarato all’accordo: l’accesso ai play-out che al tempo pareva già un successo. «La prima squadra salva direttamente è l’Albaronco», prosegue Leoni, «e guarda caso domenica ci giochiamo contro. Massimo rispetto per l’avversario ma non vogliamo fermarci. Questa Virtus merita di uscire una volta per tutte dalle zone basse della classifica». Una rinascita che Leoni stesso vorrebbe far coincidere con un rilancio delle proprie quotazioni. A 21 anni, un passato nelle giovanili del Mantova, nelle corde e nelle intenzioni il desiderio di riprovare un calcio di livello c’è tutto. «Dopo l’esperienza in Serie D», conclude, «sempre qui alla Virtus, ho deciso di trovarmi un lavoro e di stabilizzarmi. Però confesso che quand’ero a Mantova coltivavo il desiderio di giocare a certi livelli. Adesso sono più maturo, mi piacerebbe scalare qualche categoria. Baù mi schiera regista davanti alla difesa, il ruolo mi piace e voglio lavorare sodo. Il tempo è ancora dalla mia parte, spero di avere una possibilità. Nessuno gioca senza ambizioni». •